Chiesa dimenticata riscoperta da Vittoria nella sua tesi grazie alla nonna
Ricostruita la storia del complesso del 1200, ormai quasi cancellato: «Volevo fare un lavoro fuori dall’ordinario, lei mi ha dato la dritta»
storia locale
C’è un’infinità di modi per trovare “l’ispirazione” da cui far nascere la propria tesi universitaria: un libro, un film, una materia o un professore particolarmente avvincenti, le opportunità sono infinite. Fra queste una delle più singolari è sicuramente far partire un’operazione di ricostruzione storica da un racconto... della nonna.
Protagonista di questa vicenda è la sanminiatese doc Vittoria Estratti, 24 anni, che da poco si è laureata in beni culturali (votazione 96/110) all’Università di Pisa con una tesi dove ha ricostruito la storia di una vecchia chiesa di San Miniato, che quasi nessuno conosce. E nel farlo ha preso spunto dal racconto della nonna Fernanda Marchi: «Volevo fare un lavoro fuori dall’ordinario – racconta – che non fosse sempre pensato sul patrimonio artistico di Firenze o Pisa, ma che nascesse dalla curiosità di scoprire qualcosa di nuovo della mia San Miniato. Su indicazione di mia nonna, sono andata a vedere un terreno adiacente alla sua casa, in località Scoccolino (fra Ontraino e Biagionato, nda), dove si trovano alcuni resti di antiche mura appartenenti ad una chiesa del 1200 di cui, però, si sa molto poco. Mi sono messa alla ricerca di informazioni, documenti e materiale cartografico che potessero darmi indicazioni più precise, e da qui è venuta l’idea di costruirci la tesi» .
Le uniche testimonianze dell’esistenza della Chiesa di Santa Lucia di Scoccolino riguardano alcune visite pastorali, oltre alle carte di sconsacrazione contenute negli archivi della Diocesi di Lucca. «Anche le carte riportano pochi indizi di questo edificio, per questo ho ipotizzato una ricostruzione storica della planimetria e della struttura in 3D – spiega ancora – sfruttando la conoscenza delle tecniche di costruzione di quegli anni e utilizzando i resti delle mura che ancora sono visibili». La chiesa dal 1500 in poi ha conosciuto un progressivo processo di abbandono, dovuto anche al fatto che più grandi chiese venivano costruite altrove. Nel 1800 circa, è diventata proprietà privata (e lo è tutt’ora). Tuttavia la guerra (nell’area sono presenti numerosi bunker sotterranei) e alcuni smottamenti l’hanno quasi fatta sparire, almeno fino all’intuizione di Vittoria, che adesso sta proseguendo i suoi studi per conseguire la laurea magistrale in Storia. Un lavoro così particolare non poteva certo passare inosservato, tanto che il sindaco Simone Giglioli e l’assessore alla cultura Loredano Arzilli, hanno voluto incontrare Vittoria per conoscere questa storia e ricevere una copia del suo elaborato da conservare negli archivi comunali. «Un bellissimo lavoro che dà valore a tutto il nostro territorio – spiegano i due amministratori –. È importante che gli studenti sviluppino approfondimenti storico-culturali su argomenti locali, perché sono un grande stimolo per la curiosità e ci permettono di avere validi documenti sui quali poter avviare futuri approfondimenti». —
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