Attenzione
Furti e rapine violente anche con armi
Contestati 23 episodi a 14 persone ora finite davanti al giudice. Il ruolo della “zia” abile nel mettere insieme albanesi e rom
castelfranco di sotto. Per sette mesi in provincia, e anche oltre i confini pisani, avrebbero battuto case e negozi collezionando 23 tra furti e rapine. Martedì i 14 imputati di quella che era una banda a composizione variabile con la “zia” a fare da collante tra le parti albanesi e rom, compariranno martedì davanti al gup Giulio Cesare Cipolletta. Il pm Giovanni Porpora ha chiesto il rinvio a giudizio per reati che vanno dai furti di preziosi e orologi alle rapine (due episodi), alla ricettazione e all’uso illegale di carta di credito e di armi da sparo. Uno degli imputati è accusato di cessione di sostanze stupefacenti. Gli episodi coprono un arco temporale che va dall’ottobre 2016 al maggio 2017. Un’indagine lunga quella dei carabinieri del nucleo investigativo con intercettazioni ambientali e telefoniche che, dopo vari ping-pong tra gip, Riesame e Cassazione, ora arrivano alla richiesta di rinvio a giudizio.
Gli imputati
Antonella Macaluso, 50 anni, di Castelfranco di Sotto, detta la “zia” tra i componenti le bande schierate, quella che per l’accusa teneva le fila dei gruppi interni al giro; Aglentin Mena, albanese, 26 anni, domiciliato a Venezia, già residente a Pisa; Besmir Kasmi, 34 anni, albanese, domiciliato a Migliarino Pisano; Naser Dubovic, 40 anni, kosovaro, residente a Pisa; Ramiz Dubovici, 43 anni, kosovaro, residente a Pisa; Gardijan Krasnikj, 24 anni, macedone, residente a Collesalvetti; Suad Dubov 21 anni, già residente a Cascina e ora domiciliato a Livorno; Angelo Seljimi, 22 anni, domiciliato a Pisa; Samuele Beljuli, di Firenze, 22 anni; Blerim Mena, albanese, 24 anni, residente a Castelfranco di Sotto; Shkelzen Cala, 45 anni, albanese, domiciliato a Viareggio, già residente a Vecchiano; Adem Gjoka, albanese, 24 anni, irreperibile; Massimo Vispo, 22 anni, di Santa Maria a Monte, accusato di spaccio, estraneo ai furti; Elvira Dubovic, 22 anni, di Pisa.
I colpi pianificati
Non si tratta di un’associazione a delinquere con una struttura organizzata. Per gli inquirenti i gruppi che commettevano i furti variavano nella loro adesione occasionale al colpo e non c’era una responsabilità piramidale da cui partivano ordini o venivano definite strategie con assegnazione di ruoli. Il nucleo centrale delle intese dei gruppi finito nelle carte è il frutto di un accordo tra la componente albanese e quella rom di Coltano.
Le due rapine
La statistica messa in insieme dai carabinieri offre un’antologia di 23 tra furti e rapine, in provincia, ma anche fuori. Nell’aprile 2017 una coppia di San Giuliano venne minacciata con una pistola per aprire la cassaforte. Nello stesso mese il titolare del Bar Lido a Castelfranco di Sotto fu picchiato per strappargli l’incasso. Le intercettazioni sono chiare nel descrivere gli accordi prima del colpo e le intese per spartirsi i bottini dopo i raid. Oltre alle registrazioni ambientali ci sono le coincidenze dei telefonini degli indagati che agganciano le celle dei ripetitori nei luoghi in cui viene commesso il furto, quasi sempre di notte. —
Pietro Barghigiani
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