«Incentivi per eliminare i rischi di 40 ex concerie nel degrado»
L’idea per Ponte a Egola nella tesi di Pannocchia, che ha consegnata una copia al sindaco «Prevedere crediti edilizi ai proprietari per riqualificare l’area o compensazioni altrove»
ipotesi di rilancio
Il suo auspicio è di essere profeta in patria, perché quelle concerie abbandonate le vede da anni, praticamente da quando ha cognizione di ciò che lo circonda. Così Tommaso Pannocchia, 22 anni di Ponte a Egola, ha voluto scrivere una tesi dal titolo “Analisi e proposte per la rigenerazione di ex comparti conciari degradati e dismessi nel contesto urbano di Ponte a Egola”. Questo elaborato – discusso in videoconferenza – gli è valso una votazione di 108/110 nel corso di “Pianificazione delle città, del territorio e del paesaggio”, una laurea triennale alla facoltà di Architettura dell’Università di Firenze.
Tommaso, infatti, continuerà il percorso per diventare “ufficialmente” architetto e chissà che nella sua tesi magistrale non decida di analizzare ancora e più profondamente il contesto dove è nato e cresciuto.
Intanto ha voluto consegnare al sindaco di San Miniato Simone Giglioli e al dirigente del settore urbanistica Antonino Bova una copia della tesi: «Ho analizzato questo territorio che conosco e nel quale risiedo – spiega Pannocchia – e durante la mia analisi mi sono accorto che il problema è ben più serio di quello che credevamo: queste strutture spesso sono abbandonate e pericolose, oppure ospitano attività non connesse al sistema conciario, con le notevoli problematiche che ciò comporta, soprattutto in termini di sicurezza. Perciò ho pensato di portare il mio studio in Comune perché potesse essere visionato e utilizzato per progetti futuri».
Secondo il suo studio, a Ponte a Egola ci sono 20 aree sulle quali insistono circa 40 concerie dismesse (per un totale di oltre 7 ettari di superficie), sulle quali è possibile sviluppare progetti e riconversioni. «Gli edifici – continua Pannocchia – sono sia fatiscenti, col rischio che crollino, sia problematici per l’ambiente, perché spesso non si sa cosa ci può essere sotto quelle vecchie concerie». E come si può intervenire? «Ad esempio concedendo dei crediti edilizi ai proprietari, che possono sia riqualificare in vista di una futura rivendita sia godere di una compensazione in un’altra area del territorio. Purtroppo le concerie abbandonate degradano anche il contesto circostante: chi andrebbe a comprare anche un bell’immobile accanto ad una fabbrica dismessa? Nessuno, se non a prezzo stracciato. Senza contare che le concerie lavorano con le grande firme, per cui sarebbe utile che quando i loro rappresentanti vengono qui trovino un ambiente accogliente. San Miniato ha grandi potenzialità, che non sono limitate al centro storico o a San Miniato Basso; anche Ponte a Egola potrebbe offrire molto».
Pannocchia auspica inoltre una collaborazione ancor più profonda fra Comune, Consorzio Conciatori, Cuoiodepur e privati proprio per giungere ad una soluzione.
La tesi ha ricevuto i complimenti del sindaco Giglioli: «Sono felice che mi abbia consegnato una copia del suo elaborato, ne discuterò con il dirigente del settore urbanistica perché questo è un tema attuale, fondamentale per lo sviluppo di Ponte a Egola e del nostro territorio. Sono convinto che le proposte contenute in questo elaborato arricchiranno le nostre idee e ci forniranno nuovi spunti per portare avanti un progetto che è parte integrante del mio mandato, soprattutto perché siamo in fase di rinnovo degli strumenti urbanistici». —
Marco Sabia
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