Sicurezza
«Non furono praticati tassi da usura i tre bancari devono essere assolti»
Le richieste del pm nel processo a ex dirigenti del banco bpm
PONTEDERA. Una richiesta di assoluzione perché il fatto non sussiste.
È la chiusa finale della requisitoria del pm Giancarlo Dominijanni nel processo per usura a carico di tre bancari, all’epoca dei fatti responsabili di una filiale di Pontedera della Cassa di Risparmio (ora Banca Popolare di Milano), sotto processo da anni con l’accusa di aver praticato interessi usurari sullo scoperto di conto corrente a un imprenditore edile di Buti per un totale di 125mila euro che sostiene di aver subìto l’anatocismo che, nel linguaggio bancario, è la produzione di interessi da altri interessi scaduti e non pagati
Il primo collegio del Tribunale ha rinviato a fine maggio l’udienza in cui prenderanno la parola l’avvocato della parte civile e i difensori degli imputati, Floriana Pucci (61 anni di Lucca), Vincenzo Rosi (camaiorese, 68 anni, ex presidente di Publiservizi, azienda pubblica del Comune camaiorese) ed Edi Giulio Arcangeli (66 anni, di Massarosa).
I tre si sono succeduti dal 2006 al 2013 al vertice della filiale pontederese del Banco Bpm.
Già in fase istruttoria la Procura aveva chiesto l’archiviazione, riscontrando il superamento del limite solo per un trimestre, ma all’epoca il giudice per l’udienza preliminare aveva comunque disposto l’imputazione coatta ritenendo che solo il dibattimento avrebbe potuto chiarire i termini di una vicenda complessa nella quale l’imprenditore ha chiesto alla banca mezzo milione di euro di risarcimento danni.
L’istituto di credito attraverso un apposito conto corrente anticipava parte delle fatture emesse dalla ditta edile, in attesa che venissero coperte dai clienti una volta conclusi i lavori.
Il commercialista Antonio Nazzaro nominato dalla Procura e autore della perizia - confermando il superamento del tasso di usura per un trimestre - citando le normative di riferimento aveva spiegato nelle scorse udienze di aver applicato dei calcoli differenti (e secondo lui corretti) rispetto all’altra relazione, quella presentata dalla difesa secondo la quale gli interessi usurari sarebbero evidenti e dimostrabili.
Nella valutazione delle perizie, fulcro del processo, il pubblico ministero ha considerato l’assenza del reato di usura nei comportamenti dei direttori di banca chiedendo l’assoluzione per tutti e tre perché il fatto non sussiste. —
Pietro Barghigiani
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