Il Tirreno

Pontedera

Le indagini 

Lo stemma araldico sparito dalla chiesa ritrovato in vendita dagli 007 dell’arte

S.C.
Lo stemma araldico sparito dalla chiesa ritrovato in vendita dagli 007 dell’arte

L’opera del XVIII secolo era stata smontata da una parete  per fare posto a un presepe durante le feste di Natale

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CALCINAIA. Lo stemma araldico era stato spostato durante una delle iniziative delle feste di Natale per fare posto al presepe. Ma poi nessuno si era preoccupato di rimetterlo al suo posto. E, come spesso capita alle cose dimenticate anche quando hanno un valore storico e culturale, qualcuno aveva colto l’occasione per farlo sparire. A distanza di anni gli 007 dell’arte hanno restituito alla comunità il prezioso stemma. A recuperarlo sono stati i carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale di Firenze nel corso di indagini che hanno riguardato anche altre opere d’arte rubate nelle province di Lucca e Arezzo. Le attività investigative nel complesso hanno permesso di denunciare due persone per ricettazione e di restituire ai legittimi proprietari la refurtiva, il cui valore è stimato in centomila euro. Ma veniamo allo stemma araldico del XVIII secolo rubato tra il 2014 e il 2017 dalla chiesa della Compagnia di San Michele Arcangelo a Calcinaia. L’opera è stato recuperata nel corso di un’indagine avviata nel gennaio del 2018 a seguito di una segnalazione pervenuta dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Pisa e Livorno. «I carabinieri sono venuti nel corso del 2018 – conferma il parroco, don Roberto Fontana – abbiamo controllato se effettivamente mancava lo stemma e poi mi hanno fatto presentare la denuncia. Venerdì ce lo hanno riconsegnato, ho provveduto a metterlo al sicuro in una stanza con l’antifurto».

L’opera raffigura lo stemma della famiglia Del Corso che, nella prima metà del Settecento, finanziò la costruzione dell’altare e della balaustra della chiesa della Compagnia. Era poi stata esposta all’interno di un’attività commerciale della provincia di Pisa, ancorata al muro.

Inizialmente, i riscontri effettuati attraverso la consultazione della banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, ha dato riscontro negativo. Ma stiamo parlando della più grande banca dati di opere d’arte rubate, che tutto il mondo ci invidia, gestita dal comando carabinieri tutela patrimonio culturale. I militari del reparto specializzato dell’Arma non si sono fermati alle apparenze. Hanno eseguito altri accertamenti sul bene attraverso lo studio del disegno e della qualità del materiale. Alla fine sono risaliti all’esatta provenienza dell’opera che è stata denunciata come rubata solamente dopo che i carabinieri l’avevano recuperata. «Del furto, infatti, nessuno se ne era accorto. L’opera, inizialmente collocata sopra la porta di accesso alla sacrestia insieme ad uno stemma gemello, nel 2014 è stata rimossa dalla sua posizione e accantonata da qualche parte per consentire l’installazione di un presepe meccanico realizzato da alcuni parrocchiani», ha spiegato l’Arma. Gli inquirenti ritengono che il titolare dell’attività commerciale dove lo stemma è stato ritrovato l’avesse acquistata in buona fede.

Venerdì mattina è avvenuta la riconsegna del bene in maniera del tutto informale ma con i ringraziamenti del parroco. —

Sabrina Chiellini

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di Redazione web