Sicurezza
Caso Stella Maris: il processo per i maltrattamenti si sposta al Palacongressi
Il tribunale di Pisa ha accolto la richiesta dei genitori delle parti offese per consentire la loro presenza alle udienze nel rispetto delle norme anti Covid
PISA. Il Palazzo dei Congressi per la prima volta si trasforma, la mattina del 16, in un’aula giudiziaria e apre le sue porte per ospitare una delle udienze della vicenda che riguarda i maltrattamenti contro i pazienti disabili della struttura di Montalto di Fauglia, gestita dalla Fondazione Stella Maris. Trattandosi di un procedimento con numerosi imputati (15) e più di 20 parti offese, giovani affetti da autismo e gravi neuropatie costituiti parti civili con le loro famiglie, il Tribunale ha stipulato una convenzione con il Palazzo dei Congressi che ha messo a disposizione gli spazi per accogliere tutti i partecipanti. In questo modo sarà possibile la regolare trattazione del procedimento nel rispetto delle disposizioni sul distanziamento sociale dovute all’emergenza sanitaria in corso. Inizia il dibattimento con le richieste di prova, il conferimento dell’incarico al perito per la trascrizione delle intercettazioni e per programmare le udienze successive.
A chiedere che il processo potesse svolgersi in una sede diversa da quella del tribunale che potesse accogliere un numero elevato di persone, pur nel rispetto del distanziamento sociale e delle norme anti Covid, sono stati i genitori dei ragazzi che si sono costituiti parti civili al processo. Al processo, com è noto, c’è la Regione Toscana tra le parti civili, anche se la struttura è convenzionata con l’Asl. Ma si sono costituite parti civili l’associazione Telefono Viola, Anmic, Associazione nazionale mutilati e invalidi civili e Agosm, ovvero l’associazione dei genitori degli ospiti della Stella Maris.
Nell’udienza del 16 febbraio sarà affidata la trascrizione delle intercettazioni e sarà deciso il calendario del dibattimento. I genitori chiedono tempi rapidi per il processo ma la vicenda giudiziaria si trascina dal 2016. Le indagini sui maltrattamenti sono iniziate nell’autunno 2016 quando i carabinieri di Fauglia segnalano alla Procura di Pisa di aver ricevuto due lettere anonime che denunciano atti di violenza di alcuni operatori della struttura di Montalto nei confronti dei pazienti. Nello stesso periodo arriva anche una denuncia dei genitori di un paziente affetto da autismo, corredata da un referto medico: spiegano che sul corpo del figlio da circa un anno compaiono dei lividi sospetti ma che gli educatori della struttura ne attribuiscono la responsabilità al servizio di trasporto da e verso l’istituto. Grazie alle telecamere piazzate in un refettorio è emersa una verità che nessuno si aspettava e che anche oggi, a distanza di anni, molti faticano ad accettare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
