Attenzione
Vitesco, allarme per 81 precari che rischiano di perdere il posto
Il prossimo 28 febbraio scadranno i contratti di 81 tra manutentori, magazzinieri e carrellisti in somministrazione, quasi tutti impiegati nello stabilimento di Fauglia. Le richieste del sindacato
FAUGLIA. Né proroghe, né rinnovi. Il Decreto dignità, la manovra che avrebbe dovuto combattere il precariato, rischia di annullare le speranze lavorative di oltre 80 operai della Vitesco.
Il prossimo 28 febbraio scadranno i contratti di 81 tra manutentori, magazzinieri e carrellisti in somministrazione, quasi tutti impiegati nello stabilimento di Fauglia del colosso tedesco dell’automotive (una minima parte è invece addetta al sito produttivo di San Piero a Grado). Nonostante l’esigenza di manodopera, i contratti non possono essere rinnovati per i limiti imposti dal decreto dignità che vieta di prolungare i rapporti lavorativi arrivati alla soglia dei 24 mesi o delle cinque proroghe. L’azienda, infatti, dovrebbe assumerli in caso di ulteriore rinnovo, come imporrebbe il Decreto dignità.
La multinazionale impiega 199 lavoratori con contratto di somministrazione. Da domani si aggiungeranno altri quatto operai. Di questi, 99 hanno un contratto in somministrazione di staff leasing (contratti a tempo indeterminato con l’agenzia che ha stipulato l’appalto con Vitesco), gli altri 104 hanno invece sottoscritto un rapporto di lavoro a termine. A fine febbraio è prevista la scadenza di 81 contratti che non sono rinnovabili per effetto del Decreto dignità, introdotto dal cosiddetto governo gialloverde, quello composto da Movimento 5 Stelle e Lega.
I sindacati e la Rsu, nell’ambito di un tavolo convocato dalla multinazionale, hanno chiesto alla società di mettere in campo tutte le soluzioni possibili per salvaguardare i lavoratori in somministrazione in scadenza. «L’azienda – sottolineano Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Usb – ha presentato una proposta per la gestione dei lavoratori in somministrazione che prevede 12 assunzioni a tempo indeterminato da effettuarsi tra i lavoratori in staff leasing, la trasformazione di 44 degli 81 somministrati a termine in staff leasing e 24 proroghe».
La situazione prospettata prevede quindi 130 in staff leasing, 24 proroghe e 37 nuovi ingressi di lavoratori che dovrebbero andare a sostituire i rimanenti contratti in scadenza e non più prorogabili. «Pur prendendo atto della volontà aziendale di dare il massimo delle risposte possibili, la proposta è insoddisfacente – proseguono i sindacati – in quanto ci sono le condizioni per non far uscire nessuno dei lavoratori in somministrazione». Le organizzazioni sindacali chiedono di aumentare le assunzioni dirette da parte di Vitesco e di incrementare la quota dei contratti di staff leasing per salvaguardare il futuro lavorativo di tutti gli operai che tra due settimane rischiano di rimanere esclusi dall’organico della società.
«Il paradosso è che si tratta di lavoratori necessari all’azienda – aggiunge Marco Comparini, segretario provinciale della Fiom-Cgil di Pisa – Alla scadenza del contratto potrebbero quindi essere sostituti, disperdendo però professionalità e anzianità di lavoro già acquisite da tempo».
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