Ucciso dal Covid il simbolo del volley castelfranchese Addio a Tullio Pagni
Prima giocatore, poi allenatore e dirigente biancoverde «Esempio di passione e dedizione, la palestra era casa sua»
castelfranco. Quando è arrivato il risultato del tampone Tullio Pagni non c’era già più, ucciso poche ore prima da un arresto cardiaco provocato con tutta probabilità dalle complicazioni legate al virus.
Se n’è andato così l’uomo della pallavolo castelfranchese, morto nel tardo pomeriggio di venerdì all’età di 67 anni, nella propria abitazione di viale Italia. Una notizia che ha sconvolto Castelfranco dove Pagni era conosciutissimo per la lunga e inossidabile passione per la pallavolo, prima come giocatore e allenatore, poi come storico dirigente. «Una vita sempre in palestra» lo ricordano gli amici dell’Arno Volley, pubblicando sui propri profili social l’immagine di Tullio con la sua immancabile tuta. Da alcuni giorni alle prese con febbre alta e difficoltà respiratoria, Pagni lascia la moglie Laura e le due figlie Sara e Stefania, entrambe residenti in provincia di Livorno, ma soprattutto lascia il vuoto nei tanti amici, paesani e compagni d’avventura che lo hanno affiancato nella sua vita trascorsa per buona parte in palestra.
«Siamo sempre stati insieme, fin da ragazzi» ricorda l’amico Cristiano Volterrani, che proprio con Tullio aveva iniziato a giocate nel volley biancoverde di Castelfranco, «quando la pallavolo era la grande passione che ci univa – ricorda – ma anche l’occasione per stare assieme». Era il 1967, infatti, quando Pagni iniziò a giocare con la neonata Virtus Acli Castelfranco, poi divenuta Virtus Gruppo Concerie Arno, arrivando ai livelli della serie B e sfiorando anche la serie A2. Negli anni ‘80 la decisione di lasciare il campo da gioco, ma solo per sedersi accanto allo stesso Cristiano Volterrani nelle vesti di secondo allenatore del Gs Arno Castelfranco Misericordia. Infine, nel 2010, dopo la vittoria biancoverde del campionato di serie C, Pagni decise di lasciare il ruolo di secondo allenatore per passare a quello di dirigente. «Una carica che ha ricoperto con dedizione e passione – ricorda l’Arno Volley – sempre a contatto col consiglio direttivo ma soprattutto in palestra: si contano sulle dita gli allenamenti e le partite in cui non è potuto essere presente. Nella sua vita ha dimostrato una passione e un attaccamento smisurati per i colori biancoverdi e soprattutto per la pallavolo».
Dal carattere generoso e spesso impulsivo, Pagni era noto anche la disponibilità a dare una mano ogni volta che c’era bisogno: «Si prestava a tutto, non solo a livello tecnico – riprende Volterrani –: se c’era da guidare il pulmino, correre a prendere l’acqua o attaccare i manifesti lui non si tirava certo indietro». Tanti i castelfranchesi che lo hanno avuto in panchina, a cominciare dall’assessore al sport Federico Grossi, ex allievo di Pagni. «In palestra sono cresciuto con lui – ricorda –: quante volte mi hai ripreso perché pensava che potessi dare di più. Cercava di trasmetterti la sua passione. La pallavolo era la sua vita e il palazzetto la sua casa. Il Covid ci sta portando via le persone più care. Se ne va un pezzo di storia dell’Arno Volley 1967 e di Castelfranco. Alla famiglia e alla società Arno Volley le più sentite condoglianze da parte dell’amministrazione comunale».
Esposta da ieri mattina nell’abitazione di viale Italia, la salma di Pagni arriverà domattina alle 10 nella chiesa Collegiata per il funerale. Al termine della funzione il corpo sarà cremato a Livorno. —
Giacomo Pelfer
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