Sicurezza
Si punta sul ministro Cingolani per risolvere il caso Grillaia
Nel recovery fund anche risorse destinate alla tutela del territorio (14,8 miliardi) possibile svolta per il futuro dell’ex discarica e per lo smaltimento dell’amianto
Chianni. Ha giurato ieri, insieme agli altri 22 ministri del nuovo governo Draghi, anche Roberto Cingolani. Fisico e ministro della Transizione ecologica. Un ruolo fondamentale per l’Italia nella gestione di parte dei fondi che arriveranno dall’Italia attraverso il Recovery Fund. Ben 69 miliardi dei 209 totali destinati al governo italiano, infatti, saranno destinati all’ambiente. Come si lega tutto questo allo stallo e alle preoccupazione che riguardano la discarica della Grillaia a Chianni? I due aspetti sono solo apparentemente lontani: in realtà 14,8 miliardi saranno destinati alla tutela del territorio.
Tra questi la messa in sicurezza di un sito che dovrebbe raccogliere, secondo il progetto approvato dalla Regione, quasi il 13, 5% delle oltre 2 milioni di tonnellate di amianto da bonificare in tutta la Toscana. Una delle ragioni, anche se mai esplicitate chiaramente dalla giunta regionale, per le quali il progetto di messa in sicurezza e successiva chiusura della Grillaia difficilmente può essere fermato. Le parole dell’assessore all’ambiente Monia Monni, messe nero su bianco il 4 febbraio in una nota di attuazione, sono chiare: la Regione non può acquisire dal privato la discarica e non può renderla oggetto di un provvedimento di chiusura anche indirettamente sostenuto finanziariamente. In più, non è possibile annullare la delibera di giunta del 25 maggio scorso con cui si autorizza il conferimento di 270 mila metri cubi di amianto.
Una posizione che ha fatto infuriare la capogruppo del M5s in Regione, Irene Galletti, che ha parlato chiaramente di «nuova beffa firmata dal Pd». Mentre il sindaco di Chianni, Giacomo Tarrini, ha comunque espresso la sua preoccupazione e la perplessità perché Monni, nella sua nota, ha concluso affermando che il procedimento di esproprio doveva essere portato a termine proprio dall’amministrazione di Chianni.
Posizione, però, diversa da quella del collega di Terricciola. Quel Mirko Bini che fu il primo, non appena l’Italia uscì dalla prima fase di lockdown totale, a organizzare un flashmob di protesta nel suo Comune contro la riapertura della Grillaia. «Ho fiducia nell’assessore Monia Monni e nella posizione assunta dalla Regione in un incontro che ho ritenuto molto positivo – spiega Bini –. So che stanno lavorando verso la strada che più volte ho rimarcato e fino a quando non mi diranno che è naufragata aspetto con fiducia. Resta valido ciò che ho sempre detto, ovvero che quel progetto attuale, con l’arrivo dei camion di amianto, non lo accetteremo mai. Quindi, se quella strada non è percorribile non significa che ci arrenderemo agli eventi».
Fiducia nella Regione, certo, ma anche preoccupazione per l’evoluzione che la vicenda sta avendo. Soluzioni che, magari anche con le risorse del recovery fund provenienti dall’Europa, la Toscana potrebbe pianificare un nuovo piano di smaltimento dell’amianto più moderno. –
Alessandro Bientinesi
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