Sicurezza
La giunta di Fucecchio ci riprova: in vendita i poderi dell’ex Opera Pia
fucecchio. Il Comune di Fucecchio ci prova, tentando di reperire risorse dalla vendita di beni che al momento non vengono sfruttati; contemporaneamente l’ente ha rimesso nel piano delle alienazioni molti poderi dell’ex Opera Pia, risorsa potenzialmente enorme ma che richiede cospicui investimenti che il Comune non può affrontare e che – visto il momento – difficilmente possono interessare i privati.
Fra i beni che l’ente intende vendere col sistema dell’alienazione, il più costoso è il Podere Lupacchino (358mila euro), all’interno appunto dell’ex Opera Pia; un altro podere dell’ex Opera Pia da cui l’amministrazione vuole incassare è il Podere Lupacchino II, per una somma stimata di 105mila euro. Senza dimenticare il Podere Birra II, che potrà essere venduto per una cifra di 122mila euro. E poi il Podere Pannocchino (160mila euro) e Il Colombaio (260mila euro). Sono tutti immobili immersi nel bosco che sono all’interno delle Cerbaie e che da fine anni Novanta sono nella disponibilità del Comune, che ha rilevato i possedimenti dell’ex Opera Pia Landini Marchiani. Poi ci sono anche gli ex macelli di via Sottovalle, che fanno da magazzino (316mila euro), oltre a tutta una serie di piccoli terreni, aree verdi o posti auto fra il centro e la periferia. Sommando tutti i beni che l’ente vorrebbe alienare, si arriva a 1,6 milioni: 811.750 euro nell’anno in corso, 673.000 nel 2022 e 177.000 nel 2023.
Negli ultimi due anni l’ente ha alienato un’ex cabina elettrica e un appezzamento agricolo e in procinto c’è la vendita dell’ex depuratore di via del Castellare (che non è più in funzione). C’è poi il capitolo delle valorizzazioni: in questo caso non si prevede la vendita ma l’incasso di canoni. E anche qui spuntano molti poderi dell’ex Opera Pia: Turchino, Fattoria II, Formicola, Fonda. Mentre altri (Birra, La Maniera, Gremigna, Le Forre, La Menchina, Fucecchiello, La Maniera e La Fattoria), sono già in gestione, soprattutto al Consorzio Forestale delle Cerbaie, in un caso alla Cooperativa Sinergica (Le Colmate) e alla contrada Cappiano (il Ponte Mediceo). In questa fattispecie l’obiettivo è la riqualificazione di beni che adesso non vengono sfruttati e che – più passa il tempo – più perdono valore e maggiori investimenti richiedono per essere riportati “a regime”. —
M.S.
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