Il Tirreno

Pontedera

epilessia 

Il Covid fa aumentare la frequenza delle crisi

Gian Ugo Berti

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pontedera. Anche sui malati d’epilessia (1 per cento della popolazione in Valdera), il Covid ha lasciato traccia, come spiega la responsabile del Centro dell’ospedale di Pontedera, Cristina Frittelli, «Si è assistito ad un impatto significativo sia sul controllo della malattia, con un incremento della frequenza delle crisi, attribuibile allo stress conseguente alla cessata attività di centri diurni, centri sociali e d’aggregazione, palestre ed attività ricreative ed alle inevitabili ripercussioni anche sulla qualità del sonno notturno, sia sul necessario adeguamento degli ambulatori, con l’attivazione della televisita di controllo ed un ampliamento della possibilità di contattare gli specialisti sia telefonicamente sia per email».

È un argomento medico e sociale di grande importanza emerso lunedì scorso in occasione della “Giornata internazionale contro l’epilessia”, promossa nel nostro Paese dalla Lice (Lega Italiana contro l’Epilessia). “Troviamo una cura per tutte le epilessie” è lo slogan con l’invito – sottolinea Renato Galli, direttore dell’area omogenea delle patologie cerebro cardiovascolari del Dipartimento delle specialità mediche – «ad accendere i riflettori sulla ricerca scientifica che, nel corso dell’ultimo anno, ha subito inevitabilmente un arresto a causa del coronavirus».

La pandemia – sostengono gli esperti – ha indubbiamente modificato molti aspetti della nostra vita, come il lavoro dei medici che, al fine di ridurre il numero di accessi ospedalieri, laddove vi sia la possibilità, hanno imparato ad utilizzare la telemedicina per effettuare visite di controllo e qualità di vita dei pazienti per l’impennata di disturbi relativi ad ansia e umore causati dal lockdown e all’interruzione di tutte le attività sociali e relazionali.

In Italia, ne sono affette mezzo milione di persone. Il 5% della popolazione almeno una volta nella vita ha avuto una crisi epilettica e nell’1% questa condizione si ripete nel tempo e solo in tal caso si parla di “epilessia”. In Toscana i pazienti sono circa 36. 000. Nell’ambulatorio di Neurologia dell’ospedale Lotti, sono seguiti circa 270 pazienti. Il Centro usufruisce anche della collaborazione dei colleghi psichiatri, neuropsicologi e collabora poi con il Centro di riferimento regionale dell’Azienda ospedaliero universitaria Pisana per il trattamento di forme più complesse e farmacoresistenti. —

Gian Ugo Berti

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