Gioco
Il vescovo chiama l’ex parrocchiano Guido De Nicolais al timone della Caritas
Il 48enne di Cascine di Buti nominato nuovo direttore della Fondazione a Livorno
l’incarico
È di Cascine di Buti il nuovo direttore generale della Fondazione Caritas di Livorno. Si chiama Guido De Nicolais, ha 48 anni, è sposato e ha tre figli: il 10 marzo prenderà il delicato testimone della carità dalle mani di suor Raffaella Spiezio, la religiosa che negli ultimi dieci anni è diventata di fatto il volto della macchina di progetti e servizi che più di ogni altra offre aiuto ai poveri e alle famiglie della città. Suor Raffaella terminerà il suo mandato tra un mese e andrà a guidare la comunità delle Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli a Quercianella. Intanto De Nicolais è arrivato nel villaggio di via La Pira, in Corea, per iniziare a prendere mano con le tante attività messe in piedi nel tempo grazie anche a un esercito di 500 volontari e una ventina di addetti.
«Non è facile, la mole di lavoro è tantissima, è una bella sfida», sono le prime parole che pronuncia De Nicolais, che fino a oggi, per vent’anni, ha lavorato per la cooperativa sociale “Il simbolo” di Pisa. Sempre nella città della torre è stato impegnato per otto anni nella Caritas, dove si è occupato degli empori della solidarietà.
Come è arrivata la sua nomina a direttore generale della Fondazione Caritas di Livorno? Galeotto fu Cascine di Buti. L’accento tradisce le origini materane, ma da quasi 18 anni vive infatti nel paese dove da parrocchiano ha conosciuto per la prima volta monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno, quando ancora era sacerdote. «Sono stato suo parrocchiano – racconta De Nicolais – poi quando è andato via siamo sempre rimasti in contatto. Non nego che quando mi ha proposto di guidare la Caritas livornese ci ho pensato un po’, non è semplice mettersi alla guida di una grande macchina come questa. Alla fine ho deciso di accettare: arrivo con la voglia di fare e di mettermi alla prova». Ha chiesto qualche settimana di affiancamento prima di prendere il timone dell’azienda-Caritas: «Ho bisogno di imparare da suor Raffaella. È una macchina che ha costruito e sempre guidato lei, è giusto che mi accompagni in questo percorso. So che Caritas dà una grande mano alla città, all’inizio cercherò di studiare, di capire, entro in punta di piedi». Due nomi, in realtà, avranno l’onere e l’onore di prendere in mano il delicato lavoro fatto fino a oggi da suor Raffaella: se direttore della Fondazione sarà De Nicolais, per il ruolo di presidente è dato per scontato l’arrivo del parroco livornese don Luciano Cantini. —
Juna Goti
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