Il dolore
False fatture per evadere l’Iva denunciato un imprenditore
bientina. Il legale rappresentante di una società attiva nella lavorazione dei metalli è stato denunciato dalla Guardia di finanza di Vicenza alla Procura di Pisa per il reato di dichiarazione fraudolenta dell’Iva.
L’imprenditore, residente a Calcinaia, è accusato di aver beneficiato per quattro acquisti, avvenuti nel 2018 da una società vicentina, di fatture inesistenti per un valore di 130mila euro di materiale ritenuto esistente solo sulla carta. La contestazione è quella di aver evaso l’Iva per 30mila euro.
È entrato il titolare della ditta bientinese nell’operazione “Triangoli scaleni” su una presunta frode carosello da 4 milioni di euro nel commercio all’ingrosso di semilavorati in metallo. La Guardia di finanza ha denunciato dieci persone ed eseguito sequestri preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per 1,2 milioni di euro. Nessun sequestro di beni mobili o immobili a carico dell’imprenditore pisano.
Le analisi delle Fiamme Gialle hanno permesso di intercettare un meccanismo di false fatturazioni tra diversi soggetti economici, nel periodo che va dal 2016 al 2019, per oltre 4,2 milioni di euro.
Al centro dell’operazione una società di capitali di Piovene Rocchette (Vicenza) attiva nel settore del commercio all’ingrosso di metallo.
Il provvedimento di sequestro ha portato al vincolo di una villetta di pregio, due auto e cinque conti correnti.
Le Fiamme gialle hanno accertato come l'impresa abbia esercitato per anni il ruolo di "missing trader" nell’ambito di una cosiddetta “frode carosello” relativa all'importazione da Slovenia, Slovacchia e Ungheria di prodotti semilavorati, principalmente lamiere per il distretto industriale siderurgico.
Da quanto emerso, la società avrebbe emesso fatture inesistenti per oltre 4,2 milioni di euro.
Segnalate a quattro Procure della Repubblica (Vicenza, Brescia, Pisa e Treviso) dieci persone per i reati di dichiarazione fraudolenta, emessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e distruzione di scritture contabili.
All’atto dell’avvio della verifica, era stato immediatamente rilevato come l’impresa di Piovene Rocchette fosse del tutto priva di una struttura commerciale, di macchinari e di dipendenti.
La sede legale ed operativa coincideva con la residenza del socio amministratore il quale, nonostante gli esigui redditi percepiti con la professione di imbianchino, conduceva un tenore di vita estremamente elevato. —
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