Lutto
Un manichino in piazza Bartoli a Chianni contro l’amianto alla Grillaia
Il Gruppo Zero torna a manifestare per dire no all’eternit nella discarica. Attesa per una risposta dalla Regione
CHIANNI. Un manichino che indossa una maglia con un grande logo in cui è racchiuso un gruppo di uomini stilizzati e colorati. Una folla in mezzo alle colline dell’Alta Valdera e sotto lo slogan “No amianto in discarica”. Questo è uno dei simboli della protesta popolare che, dopo mesi dalle ultime manifestazioni di protesta, è tornato a combattere sul “campo” contro l’arrivo dell’eternit alla Grillaia.
Complice il Covid-19, infatti, l’ultima protesta dei vari gruppi di cittadini e associazioni ambientaliste risaliva all’estate scorsa. A luglio, di fronte ai cancelli della discarica, si era tenuta una lucciolata di protesta alla quale avevano preso parte una centinaio di persone. Poi altri presidi e raccolte firme (e fondi) a pochi giorni dal voto regionale di settembre. Ora, superata la fase emergenziale più critica dell’inverno pandemico, a Chianni per due sabati consecutivi il Gruppo Zero ha organizzato in piazza Bartoli degli stand informativi sulla situazione della Grillaia.
«Nonostante il Covid, il freddo e la neve siamo ancora qua e non abbiamo mollato – è il messaggio che il Gruppo Zero ha voluto lanciare nei giorni scorsi –. Ci sono importanti aggiornamenti che abbiamo voluto dare alla popolazione. A partire dal primo ottobre scorso, quando è stato depositato il ricorso straordinario al presidente della Repubblica contro la riapertura della discarica».
Da quel momento, anche grazie a una raccolta fondi suGofundme, la battaglia legale è proseguita. «Il 17 dicembre abbiamo presentato un esposto alla procura di Pisa, a quella di Firenze e alla corte d’appello di Firenze – spiegano ancora dal Gruppo Zero –. Due giorni dopo abbiamo inviato una lettera al presidente Eugenio Giani e a tutti i consiglieri della Regione Toscana in cui chiedevamo di rivedere la scelta della riapertura della Grillaia. E il 30 dicembre sono state superati gli 11mila euro tra le donazione online e quelle dirette per le spese del ricorso».
Una serie di iniziative organizzate, possiamo dire, in smart working che si sono aperte nel 2021 con una nuova lettera, questa volta indirizzata all’Unione Valdera, chiedendo un incontro per parlare dei vari temi legati alla discarica.
Fino ai due banchetti informativi e di raccolta firme, in aggiunta alle 2.500 raccolte tra petizioni online e quelle di persona, di Chianni. Avvenute in presenza approfittando anche di due settimane consecutive di zona gialla.
Ma questa battaglia a cosa punta? L’idea è di spingere ancora una volta la giunta regionale a revocare la delibera di giunta che il 25 maggio scorso autorizza l’arrivo di centinaia di migliaia di metri cubi di amianto nella discarica. Dopo la riunione che a inizio 2021 aveva visto allo stesso tavolo i sindaci di Chianni, Terriccola e Lajatico, i primi cittadini sono rimasti per settimane in attesa di una chiamata della Regione Toscana. Appuntamento, ovviamente, che va per le lunghe. Vista anche la campagna vaccinale che ha impegnato, e non poco, gli organi istituzionali e gli uffici regionali in questo periodo.
I camion, per ora, alla Grillaia non arrivano. Ma a febbraio la proprietà della discarica ha messo a punto il piano per la fase finale dei lavori in discarica.
A maggio, infatti, la delibera che i gruppi di cittadini chiedono di ritirare avrà la sua “scadenza” naturale. E la Nuova Servizi Ambiente sarà obbligata a mettere in sicurezza il sito. Il che significa iniziare i conferimenti di rifiuti.
I giorni, dunque, passano e novità non ne arrivano. Dopo il voto in consiglio regionale che, a fine 2020, apriva uno spiraglio di acquisto del sito da parte della Regione, nulla sembra essersi più mosso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

