Sicurezza
Stop ai furti di escavatori, due arresti nel Valdarno
Massimo Donati
montopoli. Agivano anche in pieno giorno. A volte camuffandosi da operai, con caschetto e casacca arancione da lavoro. Entravano nel cantiere stradale preso di mira, mettevano in moto l’escavatore o il bobcat e, alla guida di quello, si allontanavano. Non di tanto. Fatte poche centinaia di metri, nascondevano il mezzo in un capannone o sotto un ponte, per eludere i rischi legati a un eventuale allarme satellitare installato a bordo. Per poi tornare a prenderlo dopo qualche giorno, con già pronti i documenti falsi per spedirlo in Romania. E rivenderlo.
È durata oltre un anno l’operazione “Digger express”. Migliaia di intercettazioni telefoniche passate al setaccio, decine di ore di riprese video esaminate alla ricerca di un volto, tabulati su tabulati spulciati per risalire ai veri proprietari di quei telefonini. Ma alla fine, gli investigatori della polizia stradale di Pistoia ce l’hanno fatta, e, all’alba di ieri, hanno eseguito le quattro misure cautelari disposte dal gip del tribunale sulla base delle prove da loro raccolte.
Accusati a vario titolo di furto, riciclaggio e falso, in carcere sono finiti Roberto Hudorovich, 41 anni, residente a Buggiano, ed Enzo D’Isanto, 46 anni, residente a Ponte Buggianese, mentre gli arresti domiciliari sono scattati per Giovanni Di Vito, 56 anni, residente a Santa Maria a Monte e domiciliato a Montopoli Valdarno, e per Giancarlo Bruno, 51 anni, residente a San Miniato.
Oltre al traffico di mezzi per l’edilizia verso la Romania, gli uomini della squadra di polizia giudiziaria della stradale ritengono di averne portato alla luce anche uno di auto d’epoca rubate dirette in Calabria. I furti venivano commessi soprattutto in Valdinievole, ma anche nel Pisano. Sono stati nove i veicoli recuperati dalla Polstrada e restituiti ai proprietari, per un valore complessivo - sul mercato della ricettazione - di circa mezzo milione di euro.
Come hanno spiegato in conferenza stampa la dirigente della Polstrada di Pistoia, la vicequestore Daniela Giuffré, e il sostituto procuratore Giuseppe Grieco, titolare dell’inchiesta, le indagini erano partite da una serie di denunce di furto sporte da imprenditori edili. «La sensibilità investigativa della polizia giudiziaria ha permesso di legare tra loro questi episodi apparentemente isolati» ha spiegato il pm. Il 41enne di Buggiano e il 56enne di Montopoli erano già stati arrestati in flagranza nel corso delle indagini, il 29 settembre scorso. Hudorovich fu pedinato dalla polizia stradale fino a un capannone di Montopoli, di proprietà del Di Vito, a cui stava portando una minicar rubata davanti al liceo scientifico di Montecatini e che doveva servire come regalo di compleanno.
Nel capannone, i poliziotti recuperarono anche una moto Ktm e un trattore, scoprendo, inoltre, dentro una serra, un centinaio di piante di cannabis. —
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