Sicurezza
Finestre aperte contro il Covid, studenti di Navacchio in classe con la coperta
La paura del virus induce gli insegnanti ad assicurare un continuo ricambio d'aria. Il Comune di Cascina: "Intervento sull’impianto, infissi da chiudere dopo alcuni minuti"
CASCINA. Finestre aperte per la paura del Covid e gli studenti con le coperte in classe. Un deja-vu: per colpa del virus c’è bisogno del ricircolo d’aria e dunque le finestre vanno tenute aperte a lungo. Ma poi nelle aule c’è freddo e i genitori protestano. Da alcune settimane anche gli insegnanti della scuola media “Russo” di Navacchio (facente parte dell’istituto comprensivo “Borsellino” di Cascina) sono alle prese con temperature poco confortevoli. Loredana D’Ago, presidente del consiglio d’istituto del “Borsellino”, ha sollecitato, a nome dei genitori, il Comune ad intervenire in maniera tempestiva per risolvere i problemi di riscaldamento. Il Comune ha fatto la sua parte con alcuni interventi effettuati su richiesta della dirigente scolastica Cristina Amato. Ma in alcuni giorni la temperatura dei termosifoni non basta a riscaldare le aule.
Questo sostengono i genitori che ritengono l’impianto di riscaldamento non adeguato alle dimensioni della scuola. Allora cosa succede? Che i ragazzi vanno in classe tutti bardati: con le maglie termiche, indossano giacconi e coperte durante le cinque o sei ore in cui sono fermi in classe per le lezioni. Da qui la richiesta al Comune di un intervento dei tecnici del Comune per capire se la caldaia e l’impianto di riscaldamento sono adeguati alle caratteristiche di un edificio che comunque non è stato certo costruito con i criteri attuali che garantiscono anche alte prestazioni termiche. Se non ci sarà una soluzione in tempi rapidi, i genitori si dicono pronti a contattare l’Asl per chiedere di verificare che sia garantito il raggiungimento della temperatura necessaria per il regolare svolgimento delle lezioni.
Secondo il Comune, oltre al dimensionamento del riscaldamento, andranno riviste anche alcune abitudini. Insomma, quando c’è troppo freddo gli ambienti potranno essere areati per alcuni minuti per poi chiudere di nuovo le finestre. Nel frattempo, il Comune ha risolto i problemi sui singoli termosifoni. Sono stati sostituiti cinquefan coil e un circolatore per ripristinare la corretta circolazione dell’impianto di riscaldamento. Alla fine dei lavori l’azienda stessa ha ricordato che l’apertura per areazione degli ambienti non aiuta ovviamente il mantenimento delle temperature nelle aule. Non sono stati riscontrati problemi di efficienza generale, come ha assicurato anche il sindaco Michelangelo Betti.
Insomma, si possono tenere le finestre aperte ma con parsimonia, secondo le indicazioni del Documento valutazione rischi.
«L’estendersi dell’apertura delle finestre rende sicuramente difficile il mantenimento della temperatura interna di tutti i locali della scuola e in molte scuole il Dvr prevede l’apertura delle finestre al cambio dell’ora, per osservare le necessità di arieggiamento e dare però una temperatura interna adeguata alle necessità di studenti e docenti», ha spiegato il sindaco. Negli ultimi giorni, vuoi anche perché le temperature esterne sono meno rigide, i disagi sono stati minori.
«Abbiamo avuto problemi durante il periodo più freddo e anche se i tecnici del Comune sono intervenuti sia sulla caldaia sia sostituendo alcuni fancoil la temperatura in alcune classi è stata piuttosto bassa per diverse settimane. Siamo in contatto costante con i manutentori e i tecnici e siamo certi che presto verranno fatti i passi più opportuni per evitare di affrontare di nuovo il problema, spesso aggravato dalla necessità di tenere aperte le finestre per favorire la circolazione dell’aria. Aggiungo che non abbiamo osservato l’ondata di assenze che solitamente caratterizza questo periodo dell’anno, dovute all’influenza, anzi le classi sono sostanzialmente al completo», spiega la dirigente Cristina Amato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
