Sicurezza
Cinque anni fa a Virgo il primo segnale da Nobel
CASCINA. Cinque anni fa un cinguettio di pochi secondi fece il giro del mondo, annunciando una scoperta attesa da un secolo, da quando Einstein la teorizzò per la prima volta nella sua relatività generale: l’esistenza delle onde gravitazionali. Era l’11 febbraio 2016 e l’universo, fino ad allora un film muto, rivelò la propria voce, sotto forma di un sussurro. Il mondo apprese allora che pochi mesi prima, a metà settembre 2015, la Terra aveva vibrato impercettibilmente, scossa da un’increspatura dello spazio tempo, generata dalla collisione tra due buchi neri avvenuta 1,3 miliardi di anni fa, quando sul pianeta la vita esisteva ancora sotto forma di cellule. La scoperta fu premiata con il Nobel per la Fisica nel 2017 a Kip Thorne, Barry Barish e Rainer Weiss, tra gli ideatori dei cacciatori di onde gravitazionali coi due strumenti gemelli Ligo, negli Stati Uniti, che lavorano con l’omologo europeo Virgo, dell’Osservatorio gravitazionale europeo costruito a Cascina e in cui l’Italia è protagonista con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). I cacciatori di onde gravitazionali sono adesso spenti, per migliorarne la sensibilità. La loro riaccensione è attesa a giugno 2022. In cinque anni sono stati una settantina i cinguettii cosmici ascoltati dai fisici, e molti segnali sono ancora oggetto di analisi. Tra i cinguettii catturati, nell’agosto 2017 c’è anche quello delle prime onde gravitazionali emesse dalla collisione tra due stelle di neutroni, accompagnata dalla produzione di diversi tipi di radiazioni. Un ampio ventaglio di messaggi cosmici emessi tutti insieme, che ha segnato l’inizio di un nuovo modo di studiare l’universo, portando alla nascita della cosiddetta astronomia multimessaggera. Un balzo in avanti nella conoscenza dei fenomeni cosmici paragonabile alla prima volta in cui Galileo puntò al cielo il proprio cannocchiale. —© RIPRODUZIONE RISERVATA
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