Sicurezza
Vescovo rende omaggio al “figlio di Palaia” don Divo Barsotti
palaia. Una messa solenne per celebrare don Divo Barsotti, il “figlio di Palaia”, a quindici anni dalla morte. E per l’occasione, domenica (alle 11.30), arriverà nella pieve di San Martino anche il vescovo della diocesi di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca. Un’iniziativa voluta dalla parrocchia «per ricordare un grande teologo e uomo di cultura», morto il 15 febbraio 2006, a quasi 92 anni.
Don Barsotti era nato a Palaia il 14 aprile 1914 e fondò a Settignano (Firenze) la comunità dei Figli di Dio nel 1948 con religiosi e laici che pian piano nel tempo si sarebbero sparsi un po’ in tutto il mondo. Autore di oltre 500 titoli tra libri e saggi, scrittore, poeta e predicatore, don Barsotti è riconosciuto come una delle figure più luminose della Chiesa del secolo scorso.
La comunità dei Figli di Dio nel 2014 ha richiesto l’apertura della causa di beatificazione per il suo fondatore, approvata dalla Conferenza episcopale toscana.
In questi 15 anni è stato compiuto uno studio complesso dell’ingente mole di scritti editi di don Divo che ha coinvolto 86 censori teologi scelti fra studiosi noti per la loro competenza. «Occorre vagliare tutta la documentazione raccolta, valutare eventuali miracoli da ascrivere a don Barsotti e poi la decisione della Congregazione per le cause dei santi a Roma», ha spiegato recentemente il vescovo. Don Divo aveva compiuto diverse esperienze in ambito educativo e pastorale, dopo quelle iniziali di eremita a Monte Senario (sempre sulle alture di Firenze). Era settimo di nove fratelli; ordinato sacerdote, svolse servizio nelle parrocchie della diocesi di San Miniato, fu un insegnante al seminario e anche collaborato con l’Osservatore Romano. Si trasferì a Firenze grazie all’interessamento di Giorgio La Pira e per otto anni fu cappellano di un istituto religioso femminile.
«Cerco Dio solo»: tre parole, un impegno di vita. Quello che assumono i Figli di Dio al momento della consacrazione e che ha dato il titolo anche ad un volume con il quale la Comunità celebrò gli ottant’anni del «padre». Ora la sua Palaia vuole celebrare degnamente “l’uomo di Dio”. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
