La manifestazione
Un paese intero soffia sulle 80 candeline cento dediche a sorpresa per Donello
Pellegrinaggio per firmare il cartellone di auguri di compleanno al barista (dal 1951): «Ho “cresciuto” tutti i massigiani»
Una festa speciale
Questa è una di quelle storie che possono accadere sono nelle piccole comunità, quelle unite dove tutti si conoscono da sempre. Delle mini repubbliche, degli Stati a sé dove ogni giorno è impossibile non incontrare questa o quella persona.
Donello Donnini, 80 anni, è una di queste persone; dal 1951 (allora molto piccolo, aiutava i genitori) si occupa del bar di famiglia in piazza VII Martiri, mentre due giorni ha festeggiato l’ambito traguardo degli ottant’anni d’età. E la gente di Massarella gli ha fatto un regalo speciale: un quadro con una maglia col numero 80 e soprattutto con gli auguri e le dediche di almeno 100 massigiani, che per un motivo o per un altro sono “cresciuti” al Bar Donnini. Perché una volta, come racconta Donello, «il vero social network era il bar, si veniva qui per parlare e sapere le cose».
Non si stava, insomma, a capo chino a guardare uno schermo incuranti di quello che (di bello) può accadere attorno. Donello Donnini è un classe 1941, nel bar di famiglia ha visto un po’ di tutto: generazioni su generazioni di massigiani, che oggi gli vogliono bene. Donello è di Cinelli, la moglie Carla Morini di Cavallaia (Massarella si trova nel mezzo a queste due località): «Si saranno incontrati a metà strada, sul ponte», scherza il figlio Alessio, esponente della terza generazione dei Donnini baristi. Oltretutto la situazione sanitaria ha reso difficile preparare questo regalo: chi voleva partecipare doveva recarsi al bar, cercando di non farsi vedere da Donello, per firmare il quadro; un’opera non semplice, perché nonostante qualche acciacco e una stampella Donello rimane colonna portante di questo punto di ritrovo.
«Non mi sono accorto di niente – ammette Donello – e devo dire che è stato un bel regalo, la dimostrazione che questi ragazzi mi vogliono veramente bene. Ha firmato anche il sindaco (Alessio Spinelli, nda), ma in effetti posso dire di aver cresciuto anche lui nel mio bar, come decine e decine di massigiani».
Donello aggiunge che – ai tempi dei genitori – il bar rimaneva aperto anche fino alle tre del mattino, perché era veramente l’unico punto di ritrovo, che fosse per bere qualcosa o giocare a bocce nel vicino pallaio. Oggi nel bar possono essere comprati anche i giornali, facendo una volta di più questa attività luogo di riferimento per la gente. Quando arriviamo nel bar per parlare con Donello, alcuni clienti/amici – rivolgendosi a lui – ridendo se ne escono addirittura con “via, sei diventato famoso” . Massarella, come detto, fa Repubblica a sé: ha una sagra – quella della zuppa – che riscuote da decenni un successo enorme per una comunità che si attesta sulle mille persone.
Questa condivisione è ciò che consente a storie come quella di Donello di realizzarsi, perché alla fine chi è di Massarella non può non conoscere Donello e il suo bar. Anni fa, quando un americano in vacanza venne qui a riscoprire le sue origini, inconsciamente come prima tappa si fermò proprio al bar Donnini: l’americano si chiamava Robert Massarella, un’altra delle storie così originali e simpatiche che possono essere ricondotte a questo territorio fra il Padule e i boschi delle Cerbaie, dove può capitare che per fare un regalo ad una persona si mobiliti un intero paese, all’insaputa del (fortunato) destinatario. —
Marco Sabia
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
