Sicurezza
Servizi carenti e redditi bassi in arrivo gli aiuti a 17 Comuni
CASTELNUOVO VALDICECINA. Diciassette comuni della provincia beneficeranno dei finanziamenti introdotti dalla cosiddetta “legge Realacci”. Ci sono voluti più di tre anni – la norma è la numero 158 del 2017 – per arrivare a definire gli enti interessati dagli investimenti. Ma adesso l’elenco c’è e in provincia è anche piuttosto lungo.
I fondi, che ancora non sono stati ripartiti, ammontano a 160 milioni da distribuire in sei anni per interventi di recupero dei centri storici in abbandono, salvaguardia del territorio, messa in sicurezza di strade e scuole, efficientemente del patrimonio edilizio pubblico e realizzazione di interventi in favore di residenti e attività produttive insediate nei centri minori. A livello nazionale l’elenco approvato dalla Conferenza unificata conta 5.518 enti, di cui 17 sono pisani. Si tratta di Casale, Castellina, Castelnuovo Valdicecina, Chianni, Crespina Lorenzana, Fauglia, Guardistallo, Lajatico, Montecatini Valdicecina, Montescudaio, Monteverdi, Orciano, Palaia, Peccioli, Riparbella, Santa Luce e Terricciola. A fare la parte del leone è l’area della Valdicecina. L’iter per arrivare a destinare i soldi a ciascun comune, tuttavia, non è ancora chiuso. A questo punto, infatti, per rendere operativa la fase di utilizzo delle risorse dovrà essere emanato un altro decreto che predisporrà il piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni e fisserà le priorità degli interventi.
Non è escluso che il fondo da 160 milioni possa essere incrementato. Di certo, al momento, ci sono gli enti coinvolti e in criteri in base ai quali sarà stilata la graduatoria degli interventi e l’ammontare dei singoli stanziamenti. Gli indicatori considerati sono diversi: il dissesto idrogeologico (presenza di aree con pericolosità idraulica superiore a P2 o di frane), l’arretratezza economica (cioè un reddito Irpef medio inferiore alla media Italia, fissata a 20. 213 euro), il decremento della popolazione (la perdita del 20% degli abitanti tra il 1981 e il 2011), il disagio insediato (ovvero un indice di vecchiaia superiore a 100 e un rapporto tra occupati e residenti inferiore a 38), l’inadeguatezza dei servizi sociali (ovvero una spesa del comune per servizi sociali inferiore a 116 euro pro capite), la mancata copertura di infrastrutture di rete per l’accesso a internet sul territorio. Inoltre, viene considerata la densità demografica, l’appartenenza ad unioni di comuni e la presenza di aree protette. Per quanto riguarda i 17 enti pisani, tutti presentano elementi di dissesto idrogeologico, che sia per pericolosità idraulica o frane. Sul fronte del reddito l’unico comune sopra la media italiana è Lajatico, mentre gli altri stanno sotto i 20mila euro. Per quanto riguarda la decrescita demografica sono interessati solo Castelnuovo, Crespina Lorenzana e Montecatini. Tutti, inoltre, presentano disagio insediativo legato all’indice di vecchiaia o all’occupazione. I servizi sociali sono considerati inadeguati in ogni comune, ad eccezione di Castelnuovo, Peccioli e Terricciola. L’assenza di infrastrutture di rete per internet è stata rilevata solo a Montecatini. –
Marco Pagli
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