Il Tirreno

Pontedera

Controlli dei carabinieri 

È accusato di fare rapine ma continua a intascare il reddito di cittadinanza

S.C.

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VOLTERRA. È accusato di fare rapine alle Poste e in più riceveva il reddito di cittadinanza. Durante i controlli effettuati dai carabinieri nei confronti di uno dei tre componenti di una banda arrestata nei mesi scorsi per i reati di rapina e furto i carabinieri si sono resi conto dell’anomalia. Nonostante la vicenda giudiziaria, l’uomo, che ha 46 anni e risiede a Volterra, ha continuato a percepire il reddito di cittadinanza. Eppure con l’arresto e la successiva vicenda giudiziaria ha perso ogni diritto a chiedere l’aiuto allo Stato. L’uomo è stato quindi segnalato per la sospensione del beneficio. La Procura della Repubblica di Pisa potrebbe valutare se ci sono le condizioni per denunciarlo anche per truffa ai danni dello Stato. Una volta che è stata scoperta l’irregolarità i carabinieri di Volterra, che hanno effettuato la verifica in collaborazione con il Nucleo carabinieri dell’Ispettorato del lavoro di Pisa, si sono attivati per segnalare il 46enne all’autorità giudiziaria e chiedere l’emissione di un provvedimento per la sospensione e la successiva revoca del beneficio. Il cittadino, del quale non è stato fornito il nome in quanto al momento si tratta di un provvedimento amministrativo, da più di due mesi è agli arresti domiciliari. Insieme a due complici finiti in manette come lui è accusato di avere compiuto una rapina alle Poste di Sassetta, avvenuta nei mesi scorsi. Dalle indagini eseguite dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Livorno (con l’operazione Mask) è emerso che tre componenti della banda abitano nel Volterrano. Al gruppo (è stata indagata anche una quarta persona per il reato di ricettazione) vengono attribuite responsabilità in altri due colpi messi a segno in autunno: il furto all’interno di una rivendita di tabacchi a Marina di Castagneto (20 ottobre), con 10mila euro di stecche di sigarette rubate e rivendute dagli altri due complici; e poi il furto di quattro pneumatici completi di cerchi in lega rimossi da un’auto parcheggiata a Cecina. Mentre due di loro stavano per fare una rapina all’ufficio postale di Peccioli (il 30 ottobre) e proprio in Alta Valdera scattò la trappola che li mise nei guai. Con le auto civetta i militari simularono un incidente stradale bloccando il transito sull’arteria che avrebbe portato i rapinatori verso l’ufficio postale. Questa la scena: i due arrivano, vedono il triangolo sulla carreggiata, si fermano. In un attimo vengono tirati fuori dall’auto e arrestati. Entrambi indossano tute mimetiche e giacche rifrangenti. All’interno della loro auto ci sono due passamontagna, guanti da lavoro, una replica di un fucile d’assalto per softair e un coltello a serramanico. Fine della storia, almeno per questa volta. –

S.C.

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