Attenzione
Spazio, la nuova sfida che nasce a Cascina è nel nome di Einstein
Il prossimo passo nella ricerca sulle onde gravitazionali, dopo Virgo, è la costruzione di un interferometro di terza generazione
cascina. L’interferometro Virgo, il gigantesco “orecchio dell’universo” per captare e studiare le onde gravitazionali costruito nella campagna di Cascina, entra nella storia delle scoperte scientifiche dell’umanità insieme ai suoi due omologhi americani (gli interferometri Ligo a Livingston in Louisiana e ad Hanford nello stato di Washington). Da ieri i tre rilevatori di onde gravitazionali sono infatti “pietre miliari” della ricerca scientifica, sono stati cioè insigniti della Milestone Ieee (il riconoscimento concesso dall’Institute of Electrical and Electronics Engineers, associazione internazionale di scienziati nata allo scopo di promuovere le scienze tecnologiche a livello planeraio) con questa motivazione: “Per la prima rivelazione di onde gravitazionali e l’inaugurazione dell’era dell’astronomia multimessaggera con la rivelazione congiunta di onde gravitazionali emesse dalla fusione di un sistema binario di stelle di neutroni”. Un’occasione eccezionale per il territorio sul quale, ieri pomeriggio, erano puntati gli occhi della comunità scientifica internazionale.
«L’impresa scientifica della rivelazione delle onde gravitazionali e di Virgo è una storia straordinaria – ha dichiarato Stavros Katsanevas, direttore dell’Osservatorio Gravitazionale Europeo Ego – in cui la tenacia e lo spirito visionario di alcuni scienziati, come Adalberto Giazotto e Alain Brillet, hanno aperto un nuovo campo della conoscenza e hanno inaugurato una nuova era nell’osservazione del cosmo: una cosa che sembrava impossibile a molti. Del resto le stesse tecnologie che abbiamo inventato per rivelare l’eco delle fusioni di buchi neri o di stelle a milioni di anni luce dalla Terra possono avere delle applicazioni importanti per la società, ad esempio per studiare i terremoti o i cambiamenti climatici. Così gli osservatori gravitazionali possono diventare antenne in ascolto dell’ambiente vicino a noi anziché del cosmo lontano».
«Abbiamo progettato e sviluppato soluzioni d’avanguardia in molti settori tecnologici e ingegneristici per costruire i nostri interferometri Virgo e Ligo – ha aggiunto il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Antonio Zoccoli – che oggi rappresentano una sintesi sopraffina della più alta tecnologia, una tecnologia di frontiera che sta già trovando applicazioni nella nostra società. Una tecnologia che serve, quindi, non solo al bene della scienza ma anche per il benessere delle persone. Ora, forti di questo nostro successo, siamo pronti ad affrontare una nuova sfida, quella dell’Einstein Telescope, per un interferometro di terza generazione in grado di espandere ulteriormente i nostri orizzonti, la nostra conoscenza dell’universo e le nostre capacità tecnologiche». «Questa Milestone è la settima per l’Ieee Italy Section e la prima dedicata contemporaneamente in tre differenti regioni di Ieee – ha dichiarato il presidente di Ieee Italy Section Bernardo Tellini –. È un risultato estremamente importante raggiunto grazie a una grande collaborazione internazionale». Prima dell’interferometro Virgo e delle scoperte che ha reso e renderà possibili - celebrate tra gli altri anche dal rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella - alla sola Pisa erano state concesse altre due pietre miliari della scienza (delle sette italiane), per le scoperte di Marconi e Pacinotti. –
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