Sicurezza
Precedenza non rispettata a mensa: scatta lo sciopero
fauglia. “Spedito” in fondo alla fila, nonostante il diritto di precedenza, e «umiliato davanti a tutti i colleghi» solo per aver chiesto di poter accedere per primo al pasto in modo da non sforare l’orario di ritorno sulla linea produttiva per la ripresa del turno di lavoro.
La Rappresentanza sindacale unita (Rsu) della Vitesco ha risposto con un’ora di sciopero a quello che ritiene un «grave episodio» avvenuto nei giorni scorsi nello stabilimento di Fauglia del colosso tedesco del settore automotive.
«Durante l’accesso alla mensa – spiega la rappresentanza sindacale – un lavoratore in somministrazione, seguendo i suoi colleghi di turno che erano già avanzati, ha chiesto educatamente agli altri colleghi in fila di passare avanti, come previsto dal regolamento aziendale» che dispone la precedenza per chi ha sforato, a causa di esigenze lavorative, la fascia oraria prevista per la pausa pranzo.
«A quel punto – prosegue la Rsu – è intervenuto un “quadro” che, facendo pesare il suo ruolo in azienda, con toni poco garbati e irriverenti, ha impedito il passaggio e spedito in fondo alla fila il lavoratore, che ha dovuto anche subire l’umiliazione davanti ai colleghi».
Amareggiato, l’operaio si è visto costretto ad incassare il “niet” del superiore, ma ha deciso di informare il responsabile dei turni di un possibile ritorno in ritardo sulla linea produttiva.
«Notando che il lavoratore era al telefono per informare il proprio responsabile dell’accaduto – continua la rappresentanza sindacale dell’azienda del settore automotive – il quadro aziendale ha invitato con toni minacciosi a riferire al capoturno di rapportarsi direttamente con lui».
Un comportamento, secondo la Rsu, non adeguato, né rispettoso, nei confronti del lavoratore che «dopo aver accettato di posticipare la sua pausa pranzo per esigenze lavorative, ha solo chiesto di applicare ciò che prevede il regolamento aziendale».
La Rsu ha denunciato l’episodio ai vertici locali della società, che ha avviato una sorta di indagine interna, convocando anche l’impiegato per ascoltare la sua versione, per far luce sull’episodio.
«L’azienda ha scelto di ridimensionare l’episodio». Secondo i sindacati, infatti, avrebbe «accolto la spiegazione del “quadro” secondo il quale il comportamento avuto è stato dettato dalla necessità di evitare possibili assembramenti attuando le direttive anti-Covid» concludono i rappresentanti dei lavoratori che, dopo aver rivendicato invano le scuse dell’impiegato, hanno proclamato un’ora di sciopero a fine turno per tutti i turni lavorativi, a partire da martedì scorso, negli stabilimenti aziendali di Fauglia e San Piero a Grado per esprimere solidarietà all’operaio. —
Danilo Renzullo
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