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La scommessa vinta da Enzo, Pietro e Giorgio compie mezzo secolo

Paolo Falconi
La scommessa vinta da Enzo, Pietro e Giorgio compie mezzo secolo

L’azienda Pantani e Conti realizza impianti civili e industriali Fu fondata da tre ragazzi di ritorno dal servizio militare

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capannoli. Partirono in due, ed erano abbastanza. Enzo Pantani e Pietro Conti mezzo secolo fa vollero provare. Intanto partirono per il servizio militare, ma nei giorni marcia e nelle notti di sentinella non smisero di pensare al loro sogno. E per evocare ancora quel pittore di affreschi musicali di sensazioni e situazioni che è Antonello Venditti, quei due non vollero un pianoforte e una chitarra ma a un amico chiesero di costruire un banco di legno con i cassetti e al fabbro di fare una bobinatrice; si deve dire che il risultato non era dei migliori, ma con un punto di saldatura e un colpo di martello, la fece diventare accettabile.

Partì il sogno, la scommessa dei due ventiduenni. A Capannoli. «La nostra pazza idea – racconta Enzo Pantani, oggi 72enne – cominciò a germogliare fin dal 1968, quando eravamo dipendenti di Grattagnini a Ponsacco, e abbiamo riavvolto il motore della fornace: il più grosso motore mai visto. Si poteva passare al suo interno sdraiati senza troppa difficoltà».

Poi 15 mesi di naia. «A gennaio 1970 abbiamo ricominciato a parlare di questa idea, a dire il vero io ero un po’ titubante. La svolta c’è stata quando abbiamo chiesto entrambi l’aumento di stipendio. “Se ce lo concedono si rimane dipendenti, se rifiutano ce ne andiamo e si inizia! ” . Come si può immaginare non ci concessero un bel nulla e quindi ci licenziammo. Iniziammo a cercare la località e il fondo per la sede. Scegliemmo Capannoli perché ci sembrava una piazza sguarnita» ricorda Enzo.

Il 4 febbraio 1971 partì ufficialmente la “Pantani e Conti” impianti elettrici. Da primo solo in case private, per farsi esperienza; poi anche a livello industriale visto che le cose non andavano poi tanto male. Erano i giorni della quarta missione lunare, quella di Apollo 14, che si chiuderà con successo il 9 febbraio; del primo congresso del Partito Socialista Unitario che assumerà il nome di Partito Socialista Democratico Italiano (Psdi); del terremoto che semidistrugge Tuscania e provoca 31 morti; della Svizzera che con un referendum popolare approva il diritto di voto alle donne.

A Capannoli, Pietro ed Enzo partono con un capitale scarsissimo: «Le nostre liquidazioni, e per Giorgio (Conti, oggi 68enne, ndr) intervenne il padre. Due terzi di questo capitale servirono per pagare tre mesi di affitto, quindi rimanemmo con poco in cassa. I primi mesi furono davvero duri. Con il passare del tempo sono entrati altri ragazzi: Paoli, Cecchini, Fontanelli per esempio». Cominciarono a diversificare le attività, ma la vera svolta fu nel ‘77 incrementando il parco macchine e ampliando il magazzino. E poi nel ‘78 con l’acquisto dei fondi dell’immobile in via Mezzopiano, sempre a Capannoli.

«Nel 2003 la società si trasforma da Sns a Srl con l’ingresso di nuovi soci. È il cambio generazionale, arrivano i nostri quattro figli, forze nuove, che decidono di affiancarci in azienda». Partirono in due ed erano abbastanza, oggi sono 11 dipendenti più una segretaria. La “Pantani e Conti” è attrezzata dal punto di vista patrimoniale e quello delle risorse umane. Una bella e solida realtà nel campo dell’impiantistica elettrica, dei servizi di installazione e manutenzione negli impianti civili e industriali, pubblica illuminazione, impianti antintrusione, rilevazione fumi antincendio, impianti telefonici e trasmissione dati, domotica e molto altro. Le maggiori soddisfazioni in questi 50 anni? «Un impianto – dice sempre Enzo Pantani – a Palazzo Vecchio, quello allo stabilimento della Biancoforno, i frequenti lavori alle aziende e a casa Bocelli». –

Paolo Falconi

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