Attenzione
Palestra “ribelle” il duello continua a colpi di multe
PONTEDERA. La protesta prosegue. E diventa un piatto succulento per la politica. Il caso è quello della palestra GimFive, tra Pontedera e Fornacette, lungo la Tosco Romagnola. Il centro fitness in Valdera è soltanto uno dei dodici che il marchio gestisce in Italia. Di questi, tre sono in Toscana. All’inizio di gennaio i vertici di GimFive hanno espresso in maniera forte il loro disappunto nei confronti delle norme anti-contagio da coronavirus del governo, che vietano l’attività delle palestre almeno fino al 5 marzo. Poi, il 15 gennaio, è scattata la protesta. I centri hanno aperto le porte ai tesserati, anche quello sulla Tosco Romagnola. Un gesto che non è passato inosservato alle forze dell’ordine. Così è partita una pioggia di sanzioni a carico della GimFive, ma anche di alcuni clienti trovati ad allenarsi. Il braccio di ferro con polizia, carabinieri e polizia municipale è andato avanti per giorni.
E a quanto spiega il direttore marketing della GimFive, Federico Milieni, a Pontedera non è ancora finito. «Noi siamo aperti e continuiamo a fare il nostro lavoro. Peccato che ogni giorno un mezzo delle forze dell’ordine si piazza davanti alla porta d’ingresso per scoraggiare le persone che vogliono salire ad allenarsi. Non ci sembra un atteggiamento giusto».
La “disobbedienza” della GimFive è diventata una sorta di simbolo nazionale. E nel tardo pomeriggio di ieri la palestra è stata visitata da alcuni rappresentanti di Italexit, il movimento politico fondato dall’ex giornalista Gianluigi Paragone. Gli esponenti di Italexit hanno parlato con i vertici della GimFive, raccogliendo una richiesta disperata, che è la stessa gridata anche da molti altri piccoli imprenditori italiani.
«Abbiamo bisogno di tornare a lavorare. Siamo pronti a rispettare ogni regola di sicurezza, ma abbiamo novanta dipendenti che devono mangiare. Se fossimo rimasti chiusi – conclude Milieni – avremmo rischiato il collasso». —
Tommaso Silvi
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