Sicurezza
La Società Operaia rilancia: un museo e promozione social
CASCINA. Quasi 160 anni di storia da custodire e tramandare, per raccontare il passato con gli strumenti del presente. Questo l’impegno che l’associazione culturale Società Operaia di Cascina sta portando avanti con le idee, la volontà e le braccia di associati e volontari che ogni giorno donano un po’ del loro tempo a questo luogo storico per generazioni di cascinesi. Il progetto del nuovo consiglio direttivo punta alla valorizzazione e al recupero della storica sede della Società Operaia di via Curtatone, attraverso iniziative e una campagna di comunicazione social.
«Qui c’è la storia di Cascina, e vogliamo mantenere intatto il fascino e l’importanza di questo passato con uno sguardo giovane e brillante», dice Meri Gronchi, affermata designer specializzata nell’arredamento e nel mobile che dal 28 luglio è presidente della Società Operaia. «Ho avviato un percorso di ringiovanimento con il consiglio direttivo, composto dal vicepresidente Silvano Del Guerra, il segretario Domenico Chiste, il tesoriere Claudio Figlini, e i consiglieri Lorenzo Bacci, Luciano Gambini, Antonio Tognoli e Antonio Meccani. La Società Operaia è nata nel 1863 con finalità mutualistiche e di promozione per l’istruzione delle classi lavoratrici e oggi ha bisogno di essere raccontata e valorizzata con nuovi strumenti. Abbiamo avviato una campagna di promozione su Facebook e Instagram e grazie all’impegno di tanti volontari stiamo mettendo in ordine la storica sede. Una vera e propria miniera d’oro per i documenti, gli attrezzi da lavoro e i volumi che abbiamo trovato all’interno in condizioni non ottimali. Il sogno è quello di realizzare al suo interno un museo di arti e mestieri che raccontino a tutti la storia di Cascina».
Un percorso partito la scorsa estate, che le difficoltà legate all’emergenza sanitaria non hanno fermato. «Per essere presenti e attivi in questo momento abbiamo ideato “Il salotto della Società Operaia”, format di attualità, storia e cultura pubblicato in diretta Facebook dalla nostra sede. La passione è il motore del nostro gruppo, e con l’aiuto di amici e volontari stiamo procedendo spediti con la riqualificazione della sede. Viviamo di entusiasmo e ci finanziamo esclusivamente con il tesseramento. Non ci aspettavamo così tanto affetto, in molti ci hanno contattato anche per donarci documenti o foto che avevano nelle loro case, in particolare dobbiamo ringraziare il fotografo Renato Camilli, che ci ha donato il suo personale archivio composto da 150mila foto».
Sono tanti d’altronde i cascinesi che hanno almeno un ricordo legato alla Società Operaia. «Da qui nascono molte vicende importanti per la città, la Società Operaia ha fondato l’Istituto d’Arte, la Mostra del Mobilio del 1922, la Banca di Credito di Cascina, poi diventata di Cascina e Pescia, e 25 soci della Società Operaia fondarono la Pubblica Assistenza, tanto per citare alcune tappe storiche. Vorremmo che i cascinesi e non solo scoprissero la bellezza e la storia di questa realtà. La Società Operaia è di tutti, ed esiste grazie ai soci e ai cittadini di ieri e di oggi». —
Lorenzo Lazzerini
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