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Piaggio, 5 nuovi scooter e uno stabilimento in Indonesia nel 2023

Piaggio, 5 nuovi scooter e uno stabilimento in Indonesia nel 2023

Il presidente Colaninno annuncia la costruzione di un’altra fabbrica del Gruppo Oggi incontro coi sindacati per l’ingresso dei “contrattisti”

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PONTEDERA. Un nuovo stabilimento in Indonesia che sarà pronto nel 2023. Sessanta persone al lavoro nel dipartimento E-mobility a Pontedera tra ingegneri, esperti di software e di robotica. La versione elettrica del Nuovo Porter. Ma, soprattutto, cinque nuovi scooter “griffati” Piaggio di cui uno elettrico con una fascia di prezzo media che sarà sul mercato già a primavera. Sono questi gli elementi principali dell’intervista pubblicata ieri mattina nell’inserto Economia del Corriere della Sera a Roberto Colaninno.

dialogo con Boston

Il presidente e amministratore del Gruppo cita i 141 milioni di euro relativi agli investimenti per il 2020, ma anche la “cassa” per 125 milioni realizzata grazie alle vendite del secondo semestre e a una gestione oculata delle finanze. Ma ha anche fatto capire il futuro della fabbrica di Pontedera che dovrà dialogare con lo stabilimento di Boston che ospita Piaggio Fast Forward, dove si studiano e si costruiscono i dispositivi innovativi come il robot Gita: «L’avamposto tecnologico americano deve dialogare con la fabbrica di Pontedera per rendere normale quello che in Italia sembra fantascienza, per portare qui una cultura scientifica e tecnologica che nelle fabbriche italiane manca ancora. È un mondo nuovo che studia come mettere in comunicazione i veicoli con l’ambiente circostante».

caso “personale”

Temi che, molto probabilmente, saranno affrontati nell’incontro di stamani tra dirigenza (e forse anche lo stesso Colaninno) e i sindacati per la questione legata al personale con contratto a termine che sta per entrare al lavoro nello stabilimento pontederese. Un tema delicato per le modalità d’ingresso, per le scelte fatte rispetto alle persone da chiamare e all’aspetto economico. L’argomento legato al personale per Piaggio sarà fondamentale nei prossimi mesi, vista la necessità di portare avanti gli ambiziosi piani produttivi, che dovrebbero condurre a un aumento dei volumi realizzati nelle catene di montaggio. Ma che si scontrano con una realtà che, negli ultimi anni, ha visto uscire in prepensionamento dalla fabbrica della Vespa centinaia di dipendenti.

Rabbia degli impiegati

Un tema per il futuro, ma anche per il presente. E che coinvolge anche gli impiegati. Tant’è vero che stamani i colletti bianchi saranno davanti ai cancelli per un volantinaggio. Scena che non accadeva da molto tempo. La protesta ha varie origini. Uno di questi è l’utilizzo definito “selvaggio” della cassa integrazione e che da 11 mesi riguarda in larga parte proprio gli impiegati a fronte di moltissimo lavoro da sbrigare. Un altro motivo della distribuzione dei volantini riguarda il mancato (o comunque ridotto ai minimi termini) ricorso allo smartworking.

usb chiede assemblee

E c’è anche l’Unione sindacale di base (Usb) a criticare l’azienda: «In quest'ultimo anno i lavoratori hanno dimostrato responsabilità, lavorando agli orari più disparati con entrate e uscite scaglionate facendo il doppio dei sacrifici, ma in recenti incontri sindacali il presidente Colaninno ha attaccato, più o meno velatamente, l'organizzazione del lavoro in Piaggio in vista di future ristrutturazioni aziendali. Dopo 15 incontri in un anno ai lavoratori non è stata ancora “concessa” neanche un 'assemblea. Il pretesto del Covid non regge più. Forse in catena tutti i giorni si corre meno rischio? Il divieto di assemblea è stato, di fatto, avvallato anche da altre organizzazioni sindacali che evidentemente non solo temono il confronto ma evidentemente non hanno neanche l'interesse a comunicare a tutti gli operai in maniera pubblica e trasparente quanto venuto fuori dai vari incontri». —

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