Sicurezza
Minacce e intimidazioni ai compratori dell’agriturismo: condannato imprenditore
La sentenza: responsabile in concorso con un avvocato
fucecchio. Minacce, intimidazioni ai compratori che si presentavano per visionare l’immobile. Si è concluso con due condanne il processo per turbata libertà degli incanti relativo alla vendita dell’agriturismo Residence Le Colombaie di via Stillo a Massarella, nel comune di Fucecchio.
Due anni di reclusione per l’imprenditore di 69 anni Carmine Petrullo, e tre per l’avvocato napoletano Giuseppe Catapano.
I due sono stati ritenuti responsabili in concorso per i fatti relativi a due aste, una del 2015 e una del 2017, e assolti invece dalle accuse relative a un’asta del 2016. Per entrambi l’accusa aveva chiesto una pena di quattro anni In base alle indagini che hanno portato al processo, condotte dalla guardia di finanza e coordinate dal pm Paolo Barlucchi, l’imprenditore avrebbe scoraggiato gli interessati a partecipare, arrivando a minacciarli apertamente o minacciando che avrebbe demolito l’agriturismo dopo l’aggiudicazione.
Tutto questo per mantenere la proprietà dell’agriturismo, dove tra l’altro vivevano sia lui che la famiglia. Le fiamme gialle hanno accertato che in un caso, nonostante le norme prevedano che il debitore non possa partecipare all’asta, questa disposizione sarebbe stata raggirata ricorrendo all’espediente di acquirenti fittizi.
Per scoraggiare i compratori, l’imprenditore avrebbe tra l’altro prospettato loro la presenza nella proprietà di abusi edilizi da sanare, operazione che sarebbe stata molto costosa. In un caso specifico, i suoi familiari avrebbero reso difficoltosa la visita della struttura a un compratore, impedendogli di visionare i locali con alcuni pretesti.
In un altro momento avrebbe dichiarato a uno degli interessati che non avrebbe mai lasciato spontaneamente lo stabile. Avrebbe anche affermato che il compratore, una volta acquistato l’agriturismo ci avrebbe trovato “un campo da tennis”, intendendo così che avrebbe fatto abbattere tutto, e che sarebbe rientrato in possesso della proprietà “costi quello che costi”.
Durante l’inchiesta, nell’aprile del 2018 sia l’imprenditore che l’avvocato furono arrestati, in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere. Catapano fu rimesso in libertà subito dopo dal tribunale del riesame, che aveva ravvisato l’assenza di una autonoma valutazione da parte del gip, che nell’ordinanza si sarebbe limitato a ribadire nel testo la richiesta di arresto fatta dal pubblico ministero, così com’era. Coinvolto nelle indagini, ma assolto in abbreviato dal gup di Firenze, anche un avvocato fiorentino: in qualità di delegato alla vendita dal giudice dell’esecuzione, era accusato di aver contribuito alla commissione dei reati con un atteggiamento supino alla volontà dell’imprenditore. —
Matteo Leoni
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