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Da pugile a imprenditore addio a Ferretti, “padre” dello storico cordificio
pontedera. In gioventù aveva girato l’Italia facendo l’autista. Sapeva diversi dialetti, amava conoscere le storie degli angoli più remoti del Paese. La battuta sempre pronta, e un cuore grande nonostante l’aspetto burbero.
Pontedera perde uno dei suoi storici imprenditori. Luciano Ferretti è morto all’età di 84 anni. Lascia la moglie Gabriella, e i figli Nicola, Davide, Ivo e Andrea. Dal quartiere popolare di Fuori del Ponte, Luciano rimboccandosi le maniche è riuscito a mettere in piedi il primo pezzo di quella che poi è diventata una storia imprenditoriale di famiglia.
Poco dopo la metà degli anni Sessanta, Luciano – insieme al fratello Silvano e al padre Gino – dette vita al Cordificio Ferretti. Oggi, la famiglia conta altre due attività, oltre al Cordificio Ferretti: la “Quattro F” e la “Tecnopack”.
«L’azienda Cordificio Ferretti è rimasta aperta legalmente, proprio perché mio padre c’era molto affezionato. Era la sua creatura», racconta Nicola Ferretti. La storia di Luciano è quella di tanti giovani pontederesi nati tra gli anni Trenta e Quaranta. Momenti difficili, in cui si imparava presto a diventare grandi.
«Babbo faceva pugilato – continua Nicola –, principalmente perché quando vinceva veniva premiato con del cibo. Portare da mangiare a casa, per lui, era un’enorme soddisfazione. Ha imparato a vivere per strada, e questo l’ha aiutato molto nella sua vita da commerciante. Sapeva fare affari, a volte era anche fastidioso perché voleva sempre avere ragione. Ma era una persona buona, un uomo d’altri tempi».
La scomparsa di Luciano Ferretti lascia un vuoto importante nella storia del commercio pontederese. Erano molte le persone che gli volevano bene, e la dimostrazione sta tutta nei numerosi messaggi di cordoglio e affetto che sono arrivati alla famiglia nelle ultime ore. «Lo conoscevano in tanti – dice ancora Nicola – e spero proprio che la gente mantenga un bel ricordo di mio padre. Aveva un carattere forte, non amava i giri di parole ed era sempre molto diretto nell’esprimere ciò che pensava».
Tra le grandi passioni di Luciano Ferretti c’era anche il Pontedera calcio. Soprattutto in passato si recava spesso allo stadio per seguire la squadra della città. Genuino e determinato. Questo era Luciano. Un uomo che ha lasciato il segno, in Valdera e non solo. Come persona e come imprenditore. —
Tommaso Silvi
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