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La Memoria del figlio di Lukacs salvato dai “Giusti” Lorenzini

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VOLTERRA. Un incontro davvero toccante quello organizzato in streaming dal Comune di Volterra all’interno del programma legato alla Giornata della Memoria. Davanti allo schermo i ragazzi dell’istituto comprensivo per ascoltare la testimonianza di Vittorio Lukacs (insieme alla cugina Lorena), figlio di Emerico Lukacs, odontoiatra ebreo salvato da Lorenzo e sua moglie Antonia Lorenzini durante le deportazioni degli ebrei.

Una vicenda che ha portato i coniugi Lorenzini a essere iscritti sul Muro d’Onore dei Giusti allo Yad Vashem di Gerusalemme, in cui sono elencate le persone non ebree che, durante l’Olocausto hanno salvato la vita a ebrei. Lorenzo Lorenzini, che abitava a Volterra, riuscì a trarre in salvo Lukacs, odontoiatra ebreo anche lui di Volterra, nel settembre del 1943, nascondendolo prima in un casolare nel bosco del Berignone, poi nella sua abitazione nel centro di Volterra e successivamente nella casa dei genitori della moglie. Lorenzini viene arrestato e poco dopo liberato grazie al vescovo. E a quel punto convince il suocero di Lukacs a ospitarlo nella sua tenuta di Montecatini Valdicecina, allestendogli una stanza segreta. Ma a quel punto, il più è fatto. Volterra viene liberata il 9 luglio 1944 e la vita dell’odontoiatra è salva. «È stato un grande piacere e un vero onore – dice l’assessora all’istruzione Viola Luti – poter promuovere e partecipare all’incontro “Volterra ’44. I Lukacs e i Lorenzini. Una storia di condivisione e solidarietà” e poter ascoltare l’emozionante testimonianza di Vittorio Lukacs. Un racconto coinvolgente e toccante che ci ha fatto rivivere la sofferenza e la paura di chi, anche a Volterra, ha dovuto affrontare il dramma delle leggi razziali. Conoscere le vicende del passato accadute nella nostra città ha un valore non soltanto storico e umano, ma permette di ridurre quelle distanze geografiche e temporali che, molto spesso, attenuano la gravità e la disumanità della Shoah».

Luti aggiunge che «questo incontro fa parte di una serie di iniziative che abbiamo promosso per le scuole, perché siamo convinti della necessità di creare occasioni di confronto, in particolare con i più giovani, per riflettere sulla pagina più dolorosa del Novecento: lo sterminio del popolo ebraico e le leggi razziali e per impedire che fatti così atroci possano essere dimenticati. Ringrazio il presidente dell’Istituto storico della Resistenza di Lucca Luciano Luciani e Ave Marchi della Fondazione Paolo Cresci di Lucca per la loro professionalità e chiarezza espositiva, la dirigente scolastica e i docenti per la loro disponibilità e rivolgo un ringraziamento speciale a Lorena e Vittorio Lukacs per aver condiviso con noi un capitolo così doloroso della loro vita e per averci permesso di percorrerlo con loro».

All’iniziativa, avvenuta online, sono intervenuti anche Rosa Laura Ancona, preside dell’istituto comprensivo di Volterra, e l’insegnante Giovanna Tonelli. —

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