Gioco
Il “Cinema Paradiso” a Peccioli ha il nome di Passerotti, vero punto di aggregazione
Lo scorrere del ventesimo secolo sul grande schermo della sala creata e gestita con passione dal 1929 fino agli anni Ottanta
PECCIOLI. Il “Nuovo cinema Paradiso” a Peccioli è il “Vecchio cinema Passerotti”. Che ha scandito quasi un secolo della storia del paese. Segnando i momenti di passatempo più bello e genuino per molti. Ha rappresentato il divertimento di ragazzi, giovani, adulti.
Non soltanto film sul grande schermo, ma anche appuntamenti ed eventi importanti per Peccioli: culturali, sportivi, politici, comunque di aggregazione. E chissà quanti amori sono sbocciati tra le file ordinate di quelle poltroncine, negli alti e bassi della luce flebile riflessa dal grande schermo.
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Correva l’anno 1929 quando Oreste Passerotti fece costruire il cinema-teatro, un edificio che ancora oggi conserva le sue caratteristiche originali, in via Mazzini. Faceva il costruttore edile, Oreste, e non gli fu certamente impossibile realizzare il cinema a due passi dalla chiesa del Carmine, angolo con l’edificio che ospita la Misericordia di cui oggi il nipote Dino Passerotti, 74 anni tra un mese, ne è governatore.
Una passione grande, davvero imperiosa e unica quella di Oreste, che andava a prendere le pellicole dei film direttamente a Roma con la sua macchina. Poi montava “le pizze” sul proiettore e i pecciolesi affollavano il botteghino per godersi quella magia a quei tempi assolutamente in bianco e nero.
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Non solo una programmazione invernale, ma anche un’arena di cinema sotto le stelle ante litteram: prima 200 posti, che diventarono 400 dopo una ristrutturazione azzeccata. Posti tutti presi.
Dal 1979, anno della morte di Lido uno dei figli di Oreste, per il cinema Passerotti ha inizio una lenta quanto inesorabile decadenza. Di sicuro comincia un periodo complesso con la gestione provvisoria affidata al circolo culturale La Ginestra. C’è da dire che cambiano anche le abitudini della gente, le esigenze dei pecciolesi; si fa strada la voglia di scendere dal colle per mete e località più grandi. E la distribuzione su scala nazionale dei film che predilige le sale più grandi e delle città a discapito di quelle minori.
Inoltre acquista sempre più rilevanza l’attenzione e l’interesse per la televisione, non più oggetto quasi misterioso ma a colori in tutte le case, che amplia a dismisura l’offerta.
«I dolori per il nostro cinema estivo iniziarono con l’istituzione dell’ora legale. A quel tempo – racconta Dino Passerotti – il pubblico era abituato ad arrivare in sala alle 20.30 precise. Anche il divieto di fumare ha fatto allontanare la gente». E come dimenticare la concorrenza di “Lascia o raddoppia?” con Mike Bongiorno. «Mio padre aveva acquistato un televisore che proiettava su uno schermo di tre metri per due il programma televisivo. Era un modo per invogliare il pubblico a continuare a venire al cinema». Un aneddoto che dimostra la caparbietà con cui la famiglia Passerotti voleva continuare a intrattenere i compaesani. L’incendio del cinema Statuto a Torino, era il 1983, ha in pratica fatto chiudere i battenti alla sala del cinema pecciolese. Troppa fu la paura per quell’evento e troppi sarebbero stati gli interventi per una messa a norma del “Passerotti”.
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Anche dopo la chiusura, la passione della famiglia Passerotti per il vecchio cinema di famiglia non è mai diminuita: «Sono orgoglioso di cosa ha rappresentato nel corso del ventesimo secolo questa nostra creatura. È stato qualcosa di culturalmente importante e irripetibile per Peccioli».
Un orgoglio che si è manifestato una dozzina di anni fa, in una mostra con una nutrita parte del materiale del vecchio cinema. Con locandine che ricordano situazioni e persone e non soltanto le star e gli attori del cinema.
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