Sicurezza
Il rombo delle 500 Abarth per salutare Luca Falcioni ucciso dal Covid a 47 anni
PONTICELLI. Il motore delle Fiat 500 Abarth era musica per le sue orecchie. Ieri gli amici con i quali Luca Falcioni, 47 anni, di Santa Maria a Monte, morto per il Covid, condivideva questa passione lo hanno salutato nel modo che più gli sarebbe piaciuto. Alcune 500 Abarth hanno arresto l’uscita dal feretro dalla chiesa. Un solo gesto e il rombo dei motori ha accompagnato il pianto di chi a Luca voleva bene.
Un dramma che ha colpito un’intera comunità. In tanti hanno voluto essere presenti all’ultimo saluto all’operaio, sposato e padre di due figli di 17 e 15 anni. Insieme a parenti e conoscenti non potevano mancare gli amici dell’Abarth club della Versilia di cui Luca faceva parte con orgoglio. Lunghissimo l’applauso della folla, con i volti appesantiti dal dolore e lo sguardo alzato al cielo, che minacciava pioggia, verso i palloncini gialli, neri e rossi fatti volare alla fine della cerimonia funebre.
Una grande partecipazione. «Vedere così tante persone – ha detto dall’altare il viceparroco di Santa Maria a Monte don Marco Casalini – dimostra che Luca ha lasciato un buon ricordo ha seminato tanto bene intorno a sé», sono le parole del sacerdote che non conosceva la vittima ma che ha avuto modo di sentire parlare di lui dai familiari che vivono giorni di grande dolore.
Luca si è ammalato di Covid a metà dello scorso novembre e da allora non ha avuto più pace. Un lungo ricovero, pesanti cure e alla fine la morte. «Scrivetelo – dice uno zio – che non muoiono solo gli anziani, il Covid è un rischio per tutti». —
S.C.
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