La manifestazione
Code agli sportelli, chilometri in auto e un’ora e mezza per i servizi postali
Abbiamo sperimentato cosa deve fare un residente a Lajatico per usufruire delle Poste quando l’ufficio del paese è chiuso
Lajatico. Sono le 11,30 di un normale mercoledì mattina, ma potrebbe essere anche un lunedì o un venerdì. Ti trovi o vivi a Lajatico. Tutto va per il verso giusto ma hai un’urgenza. Devi spedire subito una raccomandata e cominciano i problemi. L’ufficio postale del paese del Teatro del silenzio è chiuso proprio perché è mercoledì. Dal mese di marzo del 2020, complice l’emergenza coronavirus, l’ufficio postale apre tre giorni alla settimana: il martedì e giovedì dalle 8,30 alle 13,45, il sabato dalle 8,30 alle 12,45. Negli altri giorni della settimana per usufruire dei servizi postali i lajatichini hanno una sola possibilità: mettersi in macchina, prepararsi a percorrere chilometri su chilometri, sperare di trovare parcheggio, fare i conti con le code e le attese in strada a causa della pandemia. Un’odissea che abbiamo provato in prima persona.
Sono le 11,30 di mercoledì 27 gennaio e siamo in via Garibaldi 32 davanti all’ufficio postale di Lajatico che, come dallo scorso mese di marzo, è chiuso al pubblico. Spieghiamo a due passanti che abbiamo bisogno di un ufficio postale. La prima è una signora intorno ai 70 anni è la sua risposta è lapidaria: «Deve attendere fino a domani». Il secondo è un uomo sulla quarantina che, dopo averci avvisato con un semi ironico «ci vuole pazienza», ci consigli di andare a Selvatelle: «Trova l’ufficio postale sulla strada principale. Noi del paese andiamo sempre lì».
Così, alle 11,40, ci mettiamo al volante come farebbe un qualsiasi residente a Lajatico e percorriamo gli 11 chilometri necessari ad arrivare nell’ufficio postale della frazione di Terricciola. Quindici minuti più tardi siamo lì e, come altre sei persone, ci mettiamo in fila davanti al civico 122 di via Volterrana. Per chi vive in città sembra una fila più che accettabile, ma nell’ufficio postale di Selvatelle si entra in due alla volta e, per giunta, in questi giorni c’è il pagamento delle pensioni. Attendiamo dieci minuti prima che un anziano esca dall’ufficio e altri 15 prima che ne esca un altro. Davanti a noi abbiamo 4 persone, tra cui due anziani, e il calcolo è presto fatto: rischiamo che arrivi il nostro turno non prima di 50 o 60 minuti.
Decidiamo quindi di collegarci sull’App di Poste Italiane e scopriamo che l’ufficio di Santo Pietro a Belvedere è a 4,5 chilometri di distanza. Altri dieci minuti di auto e siamo lì, ma fare una raccomandata in Alta Valdera è un impresa e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo. Arrivati nella frazione di Capannoli scopriamo che in via Pinete ci sono dei lavori in corso. Nella strada non si può parcheggiare. Alcune auto sono in sosta vietata e sembrano tollerate dalla polizia municipale, forse proprio per la presenza delle Poste. Cerchiamo un parcheggio nel rispetto del codice della strada e lo troviamo a circa mezzo chilometro di distanza. Si sono fatte le 12,45 così, memori della coda di Selvatelle e intimoriti dalle auto parcheggiate vicino all’ufficio postale, decidiamo di cercarne un altro.
L’ufficio di Cevoli è a pochi chilometri ma è mercoledì – giorno nero per andare alle Poste in Alta Valdera – e nella frazione di Cascina Terme Lari gli sportelli sono chiusi. L’altra soluzione a distanza accettabile è l’ufficio di Capannoli, ma temiamo code per il ritiro delle pensioni e puntiamo su Terricciola. Altri dieci minuti di automobile e siamo in via XX settembre dove, al civico 17, c’è la sede delle Poste. Parcheggiamo nell’area di sosta a fianco all’ufficio ed entriamo subito nell’ufficio. Si sono fatte le 13,20: abbiamo completato l’operazione dopo aver percorso 25 chilometri, visitato 4 uffici postali e impiegato un’ora e mezzo del nostro tempo.
Una piccola odissea che sarebbe potuta essere maggiore. Se non avessimo trovato l’ufficio postale di Terricciola vuoto, la soluzione per non continuare ad allontanarci da Lajatico sarebbe stata puntare su Chianni. Altri 8 chilometri in auto e dieci minuti di tempo sprecati perché vicino all’ufficio in piazza IV novembre non ci sono parcheggi e – ironia della sorte – ci sono anche lì dei lavori in corso. Insomma, ancora una volta una serie di ostacoli, che soprattutto per una persona anziana risulterebbero molto difficili da superare. —
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