Il dolore
Accertamenti sul ruolo delle postazioni
La difesa dell’indagato vuole ricostruire le disposizioni dei cacciatori e le linee di tiro al momento della fucilata a Molesti
Pietro Barghigiani
CHIANNI. Una fucilata fatale, un cacciatore colpito per sbaglio e un compagno di battuta al cinghiale indagato per omicidio colposo.
Una sequenza non dissimile da quelle viste in altri episodi che per dinamica ed epilogo hanno raccontato tragedie del genere.
Nell’incidente avvenuto nei boschi di Chianni, in cui ha perso la vita Mario Molesti, 70 anni, di Peccioli, è indagato per omicidio colposo Sergio Bellagotti, 62 anni di Terricciola, pensionato.
È lui ad aver premuto il grilletto dopo aver visto un cinghiale passargli davanti.
L’animale è stato mancato e in una frazione di secondo il bersaglio involontario della fucilata fatale è diventato Molesti. Questa è la sintesi dell’incidente di caccia di mercoledì pomeriggio.
Ma per mettere in fila quello che è accaduto con i dettagli per attribuire eventuali responsabilità serviranno diverse consulenze.
A partire dai risultati dell’autopsia che è stata disposta dal magistrato Egidio Celano, titolare dell’indagine.
L’indagato si è affidato all’avvocato Francesco Ziello Esposito che, in vista dell’esame autoptico, nominerà un medico legale. Non solo.
È intenzione del difensore ricorrere anche alla consulenza di un perito balistico che possa chiarire con esattezza la traiettoria del colpo sparato da Bellagotti.
Un altro passaggio verrà compiuto nei prossimi giorni con un sopralluogo insieme ai carabinieri.
«Andremo per fare le misurazioni e capire meglio distanze e spostamenti dei cacciatori» anticipa l’avvocato Ziello Esposito.
Uno dei punti da mettere a fuoco sarà quello delle postazioni dei cacciatori e delle indicazioni dare dal capocaccia.
Le linee di tiro e come dovevano o potevano muoversi le doppiette durante la battuta di caccia.
«Quello delle postazioni è un tema che vogliamo chiarire – aggiunge il legale –. Ecco perché sarà utile il sopralluogo con i carabinieri. Il mio cliente non ha sparato per un rumore di foglie in movimento. Il cinghiale c’era, è stato visto passare e lui ha mirato all’animale. Non l’ha colpito, ma era lì, il bersaglio era evidente».
Ecco perché diventa centrale il ruolo delle postazioni. Se Bellagotti era nel posto giusto indicato dal capocaccia e se anche Molesti aveva la sua posizione dedicata.
Andrà approfondito l’aspetto delle posizioni occupate dai due protagonisti della tragedia.
Sarà materia per consulenti, anche per accertare se la pallottola possa aver subìto una deviazione nella sua traiettoria originaria in un rimbalzo letale. Un concorso di fatalità sfortunate per il 70enne pecciolese raggiunto all’addome e deceduto nel giro di pochi minuti. —
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