Gioco
Con la pandemia si spalancano nuove possibilità per l’occupazione
pontedera. Pandemia e moda. Pandemia e nuova comunicazione. Cosa hanno in comune? Molto, anzi moltissimo. Lo si è scoperto, semmai ancora non lo avessimo compreso, nel talk online rivolto agli studenti, con il coinvolgimento delle istituzioni e di alcuni big del mondo di moda e comunicazione che Modartech ha proposto ieri mattina con l’inaugurazione dell’anno accademico 2020/21. Un’occasione in cui Alessandro Bertini dell'istituto Modartech di Pontedera ha ribadito che in quella scuola ora è possibile laurearsi anche in Comunicazione. Con questo ulteriore riconoscimento Modartech può rilasciare due titoli accademici: Fashion design e Communication design.
Con 300 studenti e una crescita degli allievi del 50% sull’anno precedente, 200 stage attivati e oltre 700 aziende coinvolte in progetti formativi (+15% rispetto al 2020, +40% nell’ultimo triennio) Modartech inaugura l’anno accademico con numeri più che positivi.
Un dato essenziale è emerso negli interventi dei molti invitati alla riunione in remoto: la pandemia ha senza dubbio accelerato tutti quei processi che sembravano scivolare nell’oblio dell’assuefazione. Con un valore in più che si è fatto strada con determinazione: la vicinanza valoriale, come l’ha definita Domenico Ioppolo del Campus salone dello studente-Class Editor. Uno che con i giovani ci sa stare e sa come starci: con i suoi saloni dello studente è riuscito a coinvolgere, prima del Covid, fino a 250mila ragazzi e poi con l’aiuto del web è salito addirittura a 550mila. Tradotto, significa l’estrema vicinanza che deve esistere tra l’azienda e il compratore. Che poi ha rilevato come sia diventata evidente la «rivoluzione interculturale» e come sia da non sottovalutare il «rapporto sincero» che i giovani hanno con il lavoro. «Siamo noi più adulti a non capirli, spesso a rovinarli, non comprendendo che per essi il lavoro non rappresenta il 100 per cento della loro vita. Ma quello che sono in grado di darci è una ricchezza».
Silvia Mazzanti, product and sustainability manager di Save the Duck, nel dibattito moderato da Matteo Minà, giornalista e docente dell’istituto Modartech, ha messo in risalto l’importanza della cultura dell’ecosostenibile nel passaggio tra impresa analogica a impresa digitale.
Tema ripreso anche da Andrea Moro, responsabile di Sportswear Company, azienda della Stone Island da poco inglobata da Moncler: due grandi marchi italiani sulle importanti strade del mondo. «La progettazione digitale – ha ribadito – ha aperto nuove possibilità con la consapevolezza che essere ecosostenibili non è un obbligo ma un’autentica cultura». —
Paolo Falconi
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