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Allevamento a I Fabbri, Legambiente chiede più tutele per i residenti

Allevamento a I Fabbri, Legambiente chiede più tutele per i residenti

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PONTEDERA. Legambiente Valdera punta il dito contro il piano di ampliamento della stalla a I Fabbri dopo la conferenza dei servizi dell’Unione Valdera da cui è emersa la necessità di approfondire l’aspetto di compatibilità ambientale con un percorso ad hoc in Regione.

«Gli enti che hanno giudicato la documentazione presentata dall’azienda – dicono dal direttivo dell’associazione ambientalista – l’hanno trovata carente sotto vari aspetti per cui saranno necessarie numerose integrazioni; al momento il procedimento di valutazione del programma aziendale di ampliamento è sospeso in attesa di valutazione di assoggettabilità a Valutazione ambientale strategica (Vas) nonché del giudizio relativo al procedimento di Valutazione d’impatto ambientale (Via). Non crediamo possa essere facile avviare un’impresa di questo tipo in un’area così vicina ad insediamenti abitativi e vogliamo anche sperare che non sia neppure interesse dell’azienda stessa continuare a insistere nel proporre un’attività con così tante criticità».

In attesa di un responso dalla Regione, Legambiente parte dalla classificazione della stalla da parte dell’Asl: «Una industria insalubre di prima classe a 200 metri da un centro abitato, senza alcun titolo autorizzativo alle emissioni in atmosfera». E ancora: «L’azienda agraria ha iniziato la propria attività da circa un anno, dichiarando di allevare al massimo 600 capi. Da quel momento sono iniziati i gravi problemi ambientali segnalati dai molti residenti della zona e dalla nostra associazione. Come è possibile che un’azienda con così gravi criticità e carenze autorizzative abbia potuto esercitare la propria attività finora? Come è possibile che prosegua in questa situazione?».

Per Legambiente, «la Regione, oltre a valutare la situazione futura, ha ritenuto necessario approfondire anche quella attuale, chiedendo ulteriori elementi informativi».

La direzione ambiente ed energia della Regione indica che gli uffici comunali devono valutare le opportune azioni per impedire o limitare l’esercizio dell’azienda, e le conseguenti molestie, fino al rilascio del necessario titolo autorizzativo per le emissioni in atmosfera. «Auspichiamo che i cittadini vengano tutelati – aggiungono gli ambientalisti – visto che i provvedimenti presi finora non sono risultati risolutivi. Infatti, anche la scorsa settimana in molti sono stati costretti a segnalare ad Arpat ulteriori forti maleodoranze». —© RIPRODUZIONE RISERVATA

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