Sicurezza
Operai e architetti pronti allo storico recupero del castello Schiavini Cassi
Buti. Attesa per un lavoro imponente che si concluderà nel 2022 Obiettivo è aumentare l’offerta turistica nel paese del Monte Pisano
il restauro
Stanno per cominciare i tanto attesi lavori al castello di Buti, quello che nel piano delle opere pubbliche del Comune viene nominato come Schiavini Cassi. È la massima priorità per l’amministrazione guidata dal sindaco Alessio Lari che a ottobre ha presentato il restauro all’allora presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, a poca distanza dalle elezioni che hanno portato quest’ultimo a ereditare il ruolo di Enrico Rossi a capo della Toscana. «Questione di giorni, poi i lavori partiranno sul serio», dice Lari rispetto a un progetto che sta facendo attendere i butesi da oltre 40 anni.
Nel primo lotto di lavori da 830mila euro, di cui 200mila messi a disposizione dal Comune, altrettanti dalla Regione e 430mila dalla Fondazione Pisa, la prima fase riguarderà la torre e la parte seicentesca del palazzo in affaccio su via Marianini.
Un intervento imponente, così com’è facile immaginare osservando da fuori un edificio molto caro alla gente del posto. Impegnati gli architetti Mauro Ciampa e Giovanni Giusti, coordinati dalla responsabile del settore tecnico Katuscia Meini. Sarà effettuato un recupero architettonico della torre, del camminamento interno ed esterno. «Questo permetterà di congiungere direttamente la piazza con il borgo del castello – ha detto il sindaco –. Sarà realizzato anche un sistema di scale e ascensori che porteranno i visitatori su tutti i piani fino ad affacciarsi dalla terrazza della torre merlata, da dove si può ammirare un panorama mozzafiato di Buti».
L’opera punta a dare corso a un progetto nato dall’idea del sindaco Balducci nel 1977 che aveva avviato i contatti con la famiglia Ferragamo per creare le condizioni e far acquistare il castello dal Comune. La chiusura del cerchio, ma anche un impegno per aumentare l’offerta turistica del paese del Monte Pisano che, quando l’edificio sarà di nuovo visitabile, avrà un grande asso nella propria manica da giocarsi al meglio proprio dal punto di vista delle presenze in quest’area.
Ma è chiaro che questo primo intervento, la cui ultimazione è prevista per aprile del prossimo anno, deve essere seguito da altre opere. E il sindaco Lari si è già messo al lavoro per trovare ulteriori finanziamenti per il secondo lotto in cui è previsto l’intervento per la galleria che affaccia sul rio Magno e la parte sottostante. —
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