Il Tirreno

Pontedera

lotta all’illegalità nel valdarno inferiore 

Nasce “Soldi mozzi” il comitato antimafie

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SAN MINIATO. È nato il Comitato antimafie del Valdarno Inferiore con nome di “Soldi mozzi”, composto da cittadini e rappresentanti di associazioni del territorio con l’obiettivo di attivare un processo di “resistenza sociale”.

«Allargando il più possibile la condivisione e il confronto su questi temi e supportando le istituzioni e le amministrazioni locali, la lotta alle mafie non sarà occasione di reazione straordinaria ma potrà diventare modello di governo ordinario – dicono da Soldi mozzi –. Nel Valdarno Inferiore vogliamo che la comunità riconosca i pericoli per tempo e che gli anticorpi si attivino appena il virus si presenta, così che l’azione giudiziaria sia medicina da usare solo quando inevitabile. Ci appelliamo a tutti i cittadini, le associazioni e le parti sociali del Valdarno Inferiore perché, così come si sono fatte carico di tenere sotto controllo il Covid nella nostra comunità, partecipino all’attività di prevenzione. Per combattere le mafie dobbiamo continuare ad inoculare nel nostro corpo sociale gli unici vaccini a nostra disposizione: etica, giustizia, legalità, istruzione e lavoro».

Secondo il Comitato antimafie, «il Covid ha richiamato su di sé tutta l’attenzione di media e cittadini, lasciando ancora più indisturbati nella propria azione altri virus: quelli della corruzione, della criminalità e della connivenza con questi fenomeni. Le infiltrazioni da parte di organizzazioni mafiose nel nostro territorio non sono una novità e le ventilate interdittive antimafia della prefettura di Pisa dimostrano che il fenomeno viene tenuto sotto controllo da parte delle forze deputate a questo compito. Ma la magistratura e le forze di polizia arrivano là dove c’è il sospetto che un crimine sia già stato commesso. E la prevenzione? È comprensibile che le amministrazioni locali e chi rappresenta imprese, professioni e lavoratori, con l’idea di salvaguardare la situazione economica, produttiva e finanziaria del territorio tendano a tenere bassa la febbre di queste malattie di sistema parlando sottovoce del problema. Ma, affinché la comunità tutta possa coscientemente reagire alle infiltrazioni criminose, è indispensabile che questi temi vengano trattati continuativamente».

E ancora: «Per combattere le mafie dobbiamo continuare ad inoculare nel nostro corpo sociale gli unici vaccini a nostra disposizione: etica, giustizia, legalità, istruzione e lavoro». —

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