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Pontedera

polemica di sos volterra 

«Sull’ospedale Giani usa giochi di parole»

Alessandro Bientinesi
«Sull’ospedale Giani usa giochi di parole»

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VOLTERRA. Le parole del presidente della Regione, Eugenio Giani dopo la visita all’ospedale di Volterra non hanno convinto chi, in special mondo durante la pandemia, ha continuato a chiedere due posti letto di terapia intensiva proprio nella struttura sanitaria volterrana. In particolare Sos Volterra, che sul balletto tra terapia intensiva e sub-intensiva era stata molto critica anche nei giorni scorsi.

«Abbiamo un presidente della Regione che in un primo momento ha citato due posti di sub-intensiva, poi, in campagna elettorale, ha promesso posti di terapia intensiva. Salvo poi regolarmente smentirsi, dopo le elezioni tornando ancora alla sub-intensiva. Dopo la visita all’ospedale, l’ultimo atto – si legge nella nota di Sos Volterra – viene citato tre volte il termine terapia intensiva. Qualcuno esulta, ci siamo. Ma la realtà è ben diversa dai giochi di parole. La recovery room non è un reparto di terapia intensiva. La conferma c’è quando poi, quasi in sordina, si fa nuovamente accenno alla sub-intensiva, che sarà poco distante dalla recovery room. La sala risveglio è la struttura facente parte del complesso operatorio al cui interno medici e infermieri esercitano, normalmente, le funzioni di assistenza post-operatoria. La terapia intensiva è cosa ben diversa».

Sos Volterra giudica, poi, il nuovo progetto da 6 milioni di euro, sostanzialmente, fumo negli occhi. «L’abilità e la destrezza sono massime da parte di Giani, accompagnate anche da grandi progetti e qualche finanziamento – dice l’associazione –. Ma ci servirà davvero un ingresso faraonico al pronto soccorso, se poi manca una terapia intensiva? O serve per dire che si investe sull’ospedale? Stupisce che tutte le forze politiche locali, di cui ormai non distinguiamo più i contorni a parte qualche distinguo di maniera, si siano completamente appiattite sulla proposta di una sub-intensiva, che già c’è nell’ospedale, senza chiedere neanche garanzie sul mantenimento dei cardiologi h24. Se si pensa di riconvertire, come sembra, la sub-intensiva cardiologica in sub-intensiva a gestione anestesiologica con la guardia attiva, lo scenario che si sviluppa si commenta da solo. Altro che reti tempo dipendenti. La “guardia attiva” si deve fare, ma in più». —

Alessandro Bientinesi

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