La protesta
Allevamento ai Fabbri, Asl e Arpat: «Garanzie contro i cattivi odori»
PONTEDERA. Fatta la prima riunione della conferenza dei servizi all’Unione Valdera, ora si attende il parere della Regione su quale iter di valutazione ambientale seguire per l’ampliamento (da 900 a oltre 4mila capi di bestiame) della stalla (nella foto) di proprietà della famiglia Pesce a I Fabbri, nel territorio di Pontedera. Si va verso l’allungamento dei tempi e una situazione più complessa per l’azienda agricola rispetto al progetto presentato allo Sportello unico per le attività produttive (Suap) dell’Unione. Da Firenze arriverà l’indicazione su quale strada intraprendere, se la Valutazione d’impatto ambientale (Via) o la Valutazione ambientale strategica (Vas). Oppure entrambe.
Al di là dell’iter, il verbale della riunione della conferenza dei servizi che si è svolta a fine novembre racconta molto della vicenda su cui si sono spesso alzate le polemiche degli abitanti della zona per le frequenti maleodoranze provenienti dall’attuale allevamento che si trova visino alle case del paese. Intanto il parere da parte dell’Asl rispetto al piano di ampliamento in cui la stalla viene classificata come “industria insalubre di prima categoria”. Una definizione che, secondo la normativa vigente, dovrebbe collocare una realtà simile lontano dalle abitazioni.
E ci sono le osservazioni degli enti partecipanti alla conferenza dei servizi rispetto al progetto della famiglia Pesce. Sempre l’Asl ha sollevato il problema dei cattivi odori. Nel verbale della riunione si legge che il dottor Michele Villano, ha chiesto «di chiarire se l’intervento comporta un aggravamento della situazione delle emissioni odorigene già problematica. Fa presente che la stabulazione agronomica è vicina a una zona che è prossima a lottizzazione e che quindi il problema dei cattivi odori potrà verificarsi ancora».
Tante le richieste d’integrazione tecnica e urbanistica. E rilevante è anche il parere dell’Agenzia regionale per l’ambiente della Toscana (Arpat) che ha ribadito, «come già espresso, la criticità dal punto di vista urbanistico della collocazione dell’azienda che già allo stato attuale ha provocato, nel periodo estivo recente, un impatto molto significativo dal punto di vista odorigeno data la vicinanza a zone abitate». Poi l’ente per il controllo ambientale aggiunge: «Si ritiene che gli intenti della ditta vadano oltre gli ambiti di applicabilità della normativa e quindi si ritiene auspicabile che l’approvazione del piano di ampliamento possa essere sottoposta alla Verifica di assoggettabilità a Valutazione d’impatto ambientale». —
Andreas Quirici
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