Il Tirreno

Pontedera

mainardi (cgil) 

«Oltre mille posti a rischio con lo sblocco licenziamenti»

Nilo Di Modica

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santa croce. «Un accordo dignitoso». Sono le parole del segretario generale Filctem Pisa Loris Mainardi, commentando l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per gli addetti alle aziende conciarie, firmato proprio ieri da Filctem, Femca e Uiltec. Accordo giunto alla fine di una trattativa che Unic definisce «intensa» e che sarà in vigore fino al 30 giugno 2023. Il nuovo contratto prevede aumenti retributivi pari a 65 euro (livello D2), che verranno erogati in busta in tre tranche.

A incidere sulle condizioni economiche dei lavoratori però vi sarà anche l’introduzione dell’assistenza sanitaria integrativa. «Una conquista importante – la definisce Mainardi – perché di fatto consentirà ai lavoratori di scaricare i ticket e sarà a carico dell’azienda, con un vantaggio economico che, unito all’aumento retributivo, secondo alcune stime arriverà a circa 87 euro».

Ma è la tenuta del sistema a preoccupare sindacati e aziende. «Il contesto di questo rinnovo del contratto è difficilissimo e avviene in un momento in cui circa la metà della forza lavoro non è utilizzata – dice il sindacalista –. Il 2021 sarà un anno transitorio la cui natura sarà decisa dal 1° aprile, con lo sblocco dei licenziamenti. Una perdita di posti di lavoro che potrebbe non fermarsi al solo migliaio. In tutto questo i lavoratori con questo contratto non perdono niente e conquistano qualcosa se si pensa alla sanità integrativa, che entra in contratto e quindi riguarderà tutti. C’è inoltre un aumento dello 0,5% del contributo d’azienda per i fondi di previdenza complementari. Altra importante novità è che si prende una strada decisa contro il dumping contrattuale e l’applicazione di contratti secondo filosofie al ribasso, con un invito alle aziende a far applicare contratti corretti ai committenti». Per quanto riguarda la flessibilità, l’accordo con le parti sociali prevede l’innalzamento della percentuale di ricorso ai contratti a tempo determinato (compresi i contratti di somministrazione a tempo determinato) al 32 per cento, calcolato come media annua, del numero di contratti a tempo indeterminato in essere in azienda. —

Nilo Di Modica

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