Sicurezza
Fumogeni per l’addio a Stefano: «Ti sei sempre impegnato per gli altri»
Staffoli: in centinaia al funerale del 37enne
santa croce. Neppure il grande campetto dietro la chiesa è bastato a contenere l’immenso dolore di Staffoli. Immenso come l’energia, la simpatia e l’incontenibile forza propositiva di Stefano Masi, il 37 enne trovato morto nel proprio letto mercoledì mattina. Centinaia le persone arrivate ieri nel piazzale alle spalle della chiesa di San Michele, per dare l’ultimo saluto all’amico che non si risparmiava mai, quello che c’era sempre ogni volta che si doveva organizzare una festa, un concerto, un evento per animare il paese, con l’allegria e l’energia di chi adora stare in mezzo agli altri.
«Avevamo collaborato insieme per un sacco di eventi» ricorda un amico, uno dei tanti che avevano parlato con lui anche poche ore prima della terribile scoperta di mercoledì. Perché tutti a Staffoli hanno un ricordo, un aneddoto o un’avventura in cui sono stati al fianco di Stefano: dai colleghi volontari della Pubblica Assistenza a quelli dell’Avis, dalla Pro Loco alla squadra locale degli Amatori Staffoli che lui aveva contribuito a ricreare. In ciascuna di queste associazioni Stefano ha lasciato il suo “marchio”, come lo ha lasciato alle tribute band che ha contribuito a lanciare con la sua società, la SM Eventi.
«Nelle associazioni Stefano si è sempre impegnato per gli altri», ha detto il parroco don Raphael durante l’omelia, quando un cielo grigio ha iniziato a bagnare di pioggia tutto il resto della cerimonia. Sotto la distesa di ombrelli c’erano i volti increduli e sconvolti di un paese che da mercoledì si è sentito improvvisamente più povero. «Guarda quanta gente Stefano – ha detto un amico al termine della funzione, portando il saluto della Pro Loco e dell’Avis –. Non vedevamo l’ora di rifare un evento con così tanta partecipazione. Eppure questa non è la sagra, né il palco dell’Avis o il concerto di una delle tribute band che ci hai proposto: oggi Stefano siamo qua tutti per te. Insieme a te abbiamo creato “Staffolive”, per portare nuova musica e nuove persone in paese, ma da mercoledì Staffoli vive e vivrà un po’ meno. Non ci sarà più festa come si deve. Perché ogni festa ha un’anima e quell’anima eri tu. Fa male, perché eri il più propositivo di tutti noi, con la tua speranza e la tua voglia infinita di sognare». Lunghissimo il corteo che ha accompagnato Stefano fino al cimitero di via Foscolo. Un corteo silenzioso, sotto la pioggia, aperto dai fumogeni viola, bianchi e rossi degli amici tifosi della Fiorentina e degli Amatori Staffoli. —
Giacomo Pelfer
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