Il dolore
«Intelligenza, intuito e passione il dottor Meini era un esempio»
Medico morto a 61 anni, il ricordo del coordinamento regionale
pontedera. «Milo ha rappresentato uno dei riferimenti più significativi, in questi ultimi trent’anni, per chi opera o ha operato nel settore delle dipendenze». Così il Ceart (Coordinamento enti accreditati della Regione Toscana) ricorda il dottor Meini, storico direttore del SerD di Pontedera, morto a 61 anni.
«I tanti anni di lavoro insieme hanno rappresentato un tassello importante nella comune battaglia contro la dipendenza da sostanze illegali e legali e da dipendenza senza sostanze quale il gioco d’azzardo. Sapevamo della brutta malattia, che da tempo lo aveva costretto a ritirarsi (era in pensione da un anno, ndr) dal suo lavoro di medico tossicologo e dirigente del Servizio per le dipendenze di Pontedera. La sua intelligenza, la sua passione e le sue intuizioni tecniche – scrive il Ceart – hanno contribuito, sia a livello regionale che nazionale, a innalzare il livello di qualità delle prestazioni assistenziali ambulatoriali, residenziali e semiresidenziali rese in favore delle persone con dipendenze patologiche e delle loro famiglie, facendosi promotore nel dibattito scientifico per contrastare lo “stigma” sociale che purtroppo ancora oggi esiste in larga parte della società civile nei confronti di tanti giovani caduti nel vortice della dipendenza».
«Con Milo molti dei professionisti del settore hanno vissuto tutte le fasi di sviluppo dei servizi pubblici per le dipendenze e delle stesse comunità terapeutiche aderenti al Ceart all’interno del comitato regionale di coordinamento, collaborando a qualificare il sistema regionale delle dipendenze come “modello toscano” a livello nazionale. La sua forte personalità e la sua ferma volontà di innalzare il sistema dei servizi per le dipendenze al rango di tutti gli altri servizi specialistici del Servizio sanitario nazionale gli ha consentito di svolgere fino in fondo la sua missione, mettendo a disposizione di tutti competenza e impegno, per consentire ai tanti giovani, che hanno vissuto il problema della dipendenza, di avere una qualificata assistenza e cura e una nuova prospettiva di vita. Non ha mai mancato di collaborare anche con le nostre comunità. Le vicissitudini di Milo ci affliggono ancor più: prima con la scomparsa della sua compagna di una vita, poi con la grave malattia e infine con la sua morte prematura».
Per tutto il Ceart «Milo resterà per sempre uno dei più significativi esempi di impegno e capacità professionale. Esprimiamo il nostro più sentito e sincero cordoglio a sua figlia al quale si unisce Arcangelo Alfano, consulente del Ceart, che è stato per 20 anni responsabile delle dipendenze della Regione e uno dei suoi più cari amici». –
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