Sicurezza
Coinvolse i paesani per fare e distribuire 5mila mascherine
santa croce. C’è un episodio che – forse più di altri – che riassume in poche righe l’altruismo e l’amore di Masi per il proprio paese: all’inizio del lockdown di marzo, a Staffoli (come nel resto d’Italia) le mascherine erano introvabili oppure acquistabili solo a prezzi esorbitanti. Così Stefano, su suggerimento dell’amica Elisabetta Arnolfi, aveva messo in piedi una piccola squadra che si era occupata di realizzare e distribuire le mascherine alla gente di Staffoli (e non solo). Stefano aveva raccontato a Il Tirreno che circa 5. 000 mascherine erano state prodotte e regalate, partendo di un suo rotolo di tessuto non tessuto.
I dispositivi di protezione erano gratuiti per tutti e nei pacchi che Stefano spediva, allegava dei biglietti di speranza. Una confezione di mascherine era giunta addirittura a Pietroporzio, un piccolo comune del cuneese; mentre le ultime 200 vennero regalate all’amministrazione comunale. Stefano ci aveva spiegato che lo faceva per gli altri, perché le mascherine in quei giorni erano viste come l’oro; e che lo faceva anche per se stesso, perché da organizzatore di eventi sapeva che sarebbe stato l’ultimo a ripartire. Voleva scacciare i brutti pensieri dalla sua testa, occupando la sua mente con qualcosa di positivo e stimolante. Dentro di sé già guardava al futuro ma poi il destino lo ha tradito. –
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