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il giallo di tignano 

Cavalli morti, Ihp vuole lasciare il luogo della strage

Cavalli morti, Ihp vuole lasciare il luogo della strage

Appello al territorio per trovare una nuova sistemazione «Impossibile restare, animali e volontari sono stremati»

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VOLTERRA. Dopo i 19 cavalli morti dalla fine del 2018 a oggi senza un vero motivo, l’associazione IItalian horse protection (IhP) ha deciso di lasciare l’attuale sede di Tignano, nel territorio di Volterra. L’appello è rivolto a proprietari di tenute che potranno essere date in comodato, in affitto o anche vendute.

«Siamo all’inizio del possibile trasferimento – dice il presidente di Ihp Sonny Richichi –. Non abbiamo ancora idea di dove andremo. Ma sappiamo che qui non è più possibile stare. Viviamo nell’incertezza di trovare una brutta sorpresa ogni giorno. I cavalli vivono in ambienti ristretti e anche noi volontari siamo stremati tra la strage degli animali e la difficile situazione legata al coronavirus».

Secondo Richichi «la mancanza di risposte sicure sulla causa delle morti ci ha spinti a tentare il tutto per tutto: non sappiamo se i nostri cavalli siano stati uccisi o se invece il motivo delle morti sia da ricercare in fattori ambientali». Per il presidente, «è altrettanto certo che le morti sono iniziate subito dopo il nostro trasferimento a Tignano: Ihp è nata nel 2009 ed episodi simili non si erano mai verificati prima. Per questo, anche se si tratta soltanto di valutazioni empiriche non supportate da dati scientifici che a oggi nessuno è stato in grado di fornirci, cerchiamo una nuova casa, nella speranza che spostarsi altrove sia sufficiente per interrompere la catena di decessi. Continueremo a chiedere, a pretendere la verità su quello che è successo battendoci in ogni sede. Ma intanto lasciamo il luogo dove il nostro più grande entusiasmo si è scontrato con un dramma che nessuno poteva neppure lontanamente immaginare: Tignano era la realizzazione di tutti i nostri sogni e si è trasformato in un incubo».

Le caratteristiche minime della nuova tenuta sono: circa 20 ettari a pascolo, la maggior parte dei quali in piano; disponibilità di acqua per abbeverare gli animali (con la presenza di una sorgente, o altre fonti come laghetti artificiali o fiumi); allaccio alla rete elettrica, telefonica e Internet; circa 10 tettoie chiuse su tre lati di circa 20 metri quadrati ciascuna; circa 10 box; una tettoia aperta su tutti i lati di circa 50 metri quadrati da impiegare come fienile; un magazzino/ufficio con 3 locali di circa 15 metri quadrati ciascuno; quattro piccole unità abitative per accogliere lo staff. «Rivolgiamo un appello alle istituzioni e ai privati del territorio – aggiunge Richichi –: chi possiede un terreno con queste caratteristiche si faccia avanti per aiutarci a trovare la nostra nuova casa». —

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