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Ma la pandemia abbatte la domanda 10mila contratti in meno in provincia
pontedera. La pandemia abbatte la domanda di lavoro. Nel 2020, il numero di nuovi assunti dalle imprese della provincia di Pisa si è ridotto di un terzo rispetto al 2019. Nonostante il calo della domanda, resta però elevata la difficoltà a trovare le figure ricercate.
Questa, in estrema sintesi, la fotografia della Camera di Commercio di Pisa sull’andamento del mercato del lavoro. Appena 21mila le unità che lo scorso anno hanno sottoscritto un contratto di lavoro (a tempo indeterminato o precario), 10mila in meno rispetto all’anno precedente.
A soffrire sono soprattutto i settori aperti ai mercati internazionali, a partire dal turismo. Nel comparto sono entrati metà degli operatori assunti nel 2019, con una diminuzione di 2. 600 assunzioni.
A seguire sono stati il settore della moda e del commercio ad andare incontro, rispettivamente con –42% e –36%, alla maggiore flessione di nuovi ingressi. In diminuzione anche la domanda di lavoro nelle costruzioni (-16%) e nelle altre industrie (agroalimentare, farmaceutica e materiali per l’edilizia) che registra –17% di assunzioni. Considerando i settori dal punto di vista della capacità di assorbimento di manodopera, le altre industrie risulta il segmento con più ingressi (3. 160) seguito dal commercio (2. 790), turismo e ristorazione (2. 650) e moda (2. 450). Ancora più indietro i servizi operativi e di supporto a imprese e persone (1. 720), costruzioni (1. 680) ed elettronica-metalmeccanica (1. 460).
Se ha interrotto l’ingresso di nuovi lavoratori, la pandemia non ha frenato i cambiamenti che da tempo interessano il mercato del lavoro, tra questi la “polarizzazione” nella domanda. Meno penalizzata, anche nel 2020, è infatti la domanda di figure più specializzate, dotate di esperienza e competenze per gestire le transizioni aziendali. Aumenta la quota di dirigenti, specialisti e tecnici e di operai specializzati, mentre scende quella delle figure intermedie come gli impiegati. A trainare il risicato numero di chiamate sono anche le competenze digitali (richieste dal 56% delle aziende) e quelle green (79%).
Quindici le professioni più richieste dalle imprese pisane: addetti alla ristorazione, addetti ai servizi di pulizia, operai specializzati del cuoio-calzature, addetti alle vendite, autisti, impiegati di segreteria, artigiani e operai delle costruzioni, tecnici dei rapporti con i mercati, meccanici e manutentori di macchinari, addetti alla consegna merci, conduttori di macchine per il movimento terra, ingegneri, operai specializzati nelle costruzioni, operatori sanitari e sociali, addetti all’organizzazione della produzione.
«Come era lecito attendersi – commenta Valter Tamburini, commissario straordinario della Camera di Commercio di Pisa – la pandemia ha colpito con forza la domanda di lavoro dei comparti, come turismo e manifatturiero, che trainavano l’economia provinciale. È altrettanto evidente come in questa fase di transizione le imprese stiano tentando di riorganizzare le attività puntando su figure qualificate sul digitale e sulla sostenibilità ambientale. Per questo, continuiamo ad offrire percorsi formativi gratuiti sui temi della digitalizzazione e della sostenibilità ambientale». –
Danilo Renzullo
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