La manifestazione
Dalla delusione alla ripartenza «Ora realizziamo il programma»
Amarezza per Volterra dopo la vittoria assegnata a Procida Il sindaco: «Meglio fare come Vasco Rossi a Sanremo»
VOLTERRA. Amaro in bocca, ma anche voglia di reagire. E poi una similitudine tra la corsa a Capitale italiana della cultura e il Festival di Sanremo. E una gran voglia di ripartire per «realizzare la maggior parte degli eventi messi in cantiere». Per il sindaco di Volterra, Giacomo Santi, quella di ieri è stata una mattina da montagne russe sotto il profilo delle emozioni. «La notte ho dormito meno del solito – racconta – e prima della proclamazione ci speravo. Ma ero anche preparato alla sconfitta. Procida ha davvero un bel programma. Avevo detto che ci saremmo giocati parte del nostro futuro. Ma non aver vinto non è un fallimento. Certo, resta l’amarezza, ma anche la consapevolezza di aver lavorato bene, di aver fatto qualcosa che qui non si è mai visto. E di aver fatto pensare in grande ai volterrani».
Delusione, quindi, ma voglia di riscatto e consapevolezza di aver fatto un buon lavoro. Lo stesso metro di giudizio dell’assessore alle culture, Dario Danti, che subito dopo la proclamazione parla col piglio di chi dice di essere già al lavoro per guardare oltre il risultato della competizione: «Siamo già al lavoro per realizzare il programma di candidatura, come abbiamo detto più volte. I piani sono chiari. La mostra sui 500 anni della Deposizione di Rosso Fiorentino, la ricorrenza di Volterra 1973 nel 2023, l’invito ai giovani a tornare a Volterra per il mese di febbraio in occasione dell’anniversario dei laboratori da cui sono emerse le idee per il dossier. Proprio in quell’occasione chiederemo loro di proseguire l’opera proprio per la realizzazione degli eventi. E poi l’importante operazione che riguarda l’alabastro con la designer Luisa Bocchietto che realizzerà tre collezioni in collaborazione coi nostri artigiani. Oltre al piano di mettere in contatto ventuno designer con altrettanti lavoratori dell’alabastro per creare prodotti unici e che abbiano la capacità di dare una connotazione più moderna a questo storico materiale. Di carne al fuoco ne abbiamo tanta. Ma quello che mi pare più importante è aver ridato alla cultura un ruolo centrale. Lavoreremo con la Regione per trovare le risorse in modo da riuscire a realizzare il programma».
E proprio il ruolo dell’ente guidato dal presidente Eugenio Giani, che subito dopo la proclamazione ha annunciato che Volterra sarà la città toscana della cultura 2022, rappresenta un elemento fondamentale per la messa in pratica degli eventi inseriti nel dossier. «Un riconoscimento molto importante per noi e su cui puntiamo per dare seguito a un lavoro che proietta Volterra in una dimensione diversa da quella vissuta in passato», ha sottolineato il direttore della candidatura Paolo Verri.
La sua esperienza ha significato tantissimo per il ruolo della città etrusca in quest’avventura. Verri è stato protagonista della cavalcata di Matera a Capitale europea della cultura 2019. È stato proprio Verri a “leggere” le possibilità delle dieci concorrenti in vista della proclamazione, indicando in Procida la favorita. Il direttore è stato anche un personaggio al quale appoggiarsi per un consiglio o un parere. E c’è un aneddoto raccontato da Santi che appare emblematico: «Dopo la presentazione del dossier alla commissione ho chiesto a Paolo Verri cosa sarebbe stato meglio, fare come Vasco Rossi o come i Jalisse al Festival di Sanremo. Il primo è arrivato penultimo, ma la sua “Vita spericolata” è diventata un mito della musica. I secondi hanno vinto il concorso, ma non hanno mai più riscontrato successo. Paolo mi ha risposto che sarebbe stato meglio fare come Vasco Rossi».
E la speranza è che Ri-generazione umana sia il tema su cui dare a Volterra un futuro radioso. —Andreas Quirici
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