Sicurezza
Niente Palio a Buti ma il paese è invaso dal profumo di trippa
BUTI. Ieri era la festa di Sant’Antonio Abate, un giorno molto caro a Buti e a tutti gli appassionati di palio. Ieri si sarebbe corsa una delle manifestazioni popolari più seguite in provincia. Ma il coronavirus ha annullato ogni festeggiamento. Niente cene nelle contrade, nessuna benedizione degli animali. Solo, e non è comunque poco, l’orgoglio di un paese colorato dalle bandiere dei contradaioli.
Significativo il post del Comune guidato dal sindaco Alessio Lari pubblicato ieri pomeriggio sulla pagina Facebook dell’amministrazione comunale: «A quest’ora la competizione sarebbe stata nel vivo, i colori delle sette contrade sarebbero stati mischiati lungo il percorso come un arcobaleno per poi, al calar della sera, raggrupparsi, quelli di una sola contrada, ad alzare il Cencio e festeggiare fino a notte e poi ancora, ancora e ancora».
Parole malinconiche che, però, non sanno di resa: «Per adesso tutto questo non è stato possibile, ma Buti si è ritrovata nei suoi colori e si è raccolta alla messa officiata dall’arcivescovo di Pisa, Giovanni Palo Benotto, e dal parroco don Giovanni, alla presenza del sindaco Lari, del presidente del Seggio di Sant’Antonio, Franco Stefani, e delle rappresentanze delle sette contrade. Dalle finestre delle case il profumo della trippa ha inondato Buti e in tutti si è rinnovata la certezza che presto tutto questo sarà di nuovo possibile e il Palio sarà di nuovo la festa più bella dell’anno».
Poi i ringraziamenti dell’amministrazione comunale a «tutti i cittadini per aver condiviso il nostro innato senso di appartenenza, per aver esposto anche solo una coccarda fuori dalle nostre case.
E la promessa: «Lo rifaremo presto». —
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