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Capitale della cultura, delusione Volterra: vince Procida - Video

Il sindaco di Volterra Giacomo Santi in collegamento col ministro Dario Franceschini per l'annuncio della città vincitrice di Capitale italiana della cultura 2022 (Foto Franco Silvi)
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Il sindaco di Volterra Giacomo Santi in collegamento col ministro Dario Franceschini per l'annuncio della città vincitrice di Capitale italiana della cultura 2022 (Foto Franco Silvi)

L'annuncio lunedì 18 gennaio dal ministro Dario Franceschini in diretta streaming sul canale Youtube del Mibact

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VOLTERRA. Niente da fare, Volterra non è la Capitale italiana della cultura 2022. A vincere è stata Procida.

Lunedì 18 gennaio Dario Franceschini, titolare del ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact) ha annunciato il nome della Capitale italiana della cultura 2022 in diretta streaming sul canale Youtube del ministero. Dieci le pretendenti: Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Solito, Procida, Taranto, Trapani, Verbania e Volterra.

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Inutile sottolineare  prima l’ansia e la tensione e poi la delusione per il sindaco volterrano, Giacomo Santi, l’assessore alle culture, Dario Danti e tutto l’entourage che da oltre un anno ha lavorato per questo momento.

Siamo arrivati alla fine di un percorso iniziato nel luglio 2019, quando Santi, da poco vincitore delle elezioni, scrisse al ministro per candidare la città alla competizione per il 2021, ma soprattutto per fare chiarezza sulla prosecuzione o meno di questo titolo. A novembre, poi, il Mibact ha pubblicato l’atteso bando con 44 partecipanti, tra cui Pisa, aprendo così un derby tra le due città lungo svariati mesi.

Ma a tenere banco non è stato tanto il confronto tra la Torre pendente e Palazzo dei Priori, quanto il coronavirus che ha annullato gli eventi in programma a Parma, vincitrice del titolo per il 2020. Lo scorso marzo è stato chiaro a tutti che i piani erano completamente stravolti e che la competizione con Volterra tra le pretendenti slittava di un anno.

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Obiettivo 2022, quindi, con l’invio del dossier al ministero lo scorso mese di luglio per «rimettere in moto una macchina che, ora sarà difficile da fermare», parola del sindaco Santi. E proprio l’estate ha fatto vivere ai volterrani un’euforia incredibile. Tanti turisti in città e in Valdicecina, tanti comuni in appoggio alla candidatura (alla fine saranno 55), il festival Anti social social club dei giovani, vero motore dell’iniziativa, oltre alla ripresa degli spettacoli della Compagnia della Fortezza di Armando Punzo.

A metà novembre, l’annuncio. Volterra tra le finaliste. È in quel lasso di tempo che si configura uno dei progetti più significativi di questa candidatura, la collaborazione tra la designer di fama internazionale, Luisa Bocchietto e gli artigiani dell’alabastro per far ripartire un settore che per decenni è stato protagonista dell’economia locale. Viene realizzata l’installazione per piazza dei Priori nel periodo di Natale ma, soprattutto, il portacandele in alabastro che poi viene venduto come simbolo del sostegno al percorso della città etrusca. In tanti hanno scelto ILumina come a spingere Volterra verso un sogno.

Ma, alla fine, non c'è stato niente da fare. Volterra si è battuta bene ma non è riuscita a vincere.

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