Sicurezza
Nuovi accertamenti sul dna e sulle armi usate per il delitto
fucecchio. Va avanti il lavoro della Procura per chiudere le indagini e arrivare al giudizio immediato per Luigi Cascino, 56 anni di Fucecchio, arrestato dai carabinieri con l’accuso di aver ucciso Roberto Checcucci, suo coetaneo, trovato morto sull’argine dell’Arno a Castelfranco di Sotto la mattina di domenica 27 settembre. La Procura ha convocato le parti per la mattina del 21 gennaio per la nomina di un genetista come consulente della Procura che farà ulteriori accertamenti sul dna e le armi del delitto che lo stesso Cascino ha fatto ritrovare dopo aver confessato il delitto nei giorni precedenti le feste di Natale.
La vittima, secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri, quella mattina ha seguito prima in auto e poi a piedi Checcucci e poi lo ha colpito con una decina di coltellate. Infine, lo ha colpito con un attrezzo usato per togliere i chiodi. È stato Cascino, dopo la confessione in carcere, a guidare gli inquirenti nel nascondiglio in zona, sotto un tronco, dove aveva nascosto gli strumenti con cui ha tolto la vita a un uomo mite che viveva in una sorta di bolla relazionale. Le indagini hanno presto trovato una svolta grazie anche al lavoro della genetista forense, dottoressa Isabella Spinetti, che ha accertato la compatibilità del dna tra quello trovato sotto le unghie della vittima e quello rilevato al figlio dell’uomo accusato dell’omicidio.
Da qui la richiesta di arresto nei confronti del vicino di casa che era perennemente in lite con il fratello della vittima. Ma poi ha deciso di colpire il fratello più debole, cioè Roberto. –
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